Una tranquilla giornata alla “Blade Runner” tra pioggerella e smog
A spasso tra speranza e disillusione. E le auto? “Mah, saranno a metano!” - da La Stampa del 01.03.2010
01 March, 2010
Giuseppe Culicchia
La giornata si sa è simbolica, e chissà che del suo simbolismo non faccia parte anche la pioggerellina alla Blade Runner, il film di Ridley Scott ambientato in una città talmente inquinata da non vedere mai la luce del sole. Sono le 10,30 della domenica padana senz’auto, e in via del Carmine i fedeli romeni che ogni domenica affollano la chiesa dietro piazza Savoia sono meno numerosi del solito. Sotto l’obelisco mancano i consueti capannelli, e giusto un paio di furgoni blu targati Bucarest, fermi ma col motore acceso, osano trasgredire il divieto di circolazione. In via della Consolata, invece, dove di norma le polveri sottili trionfano, ben sei automobili filano a tutta velocità verso corso Regina Margherita. Di fronte alla perplessità del figlioletto tenuto per mano sotto l’ombrello, una mamma spiega fiduciosa: «Saranno auto a metano».
Sia come sia: la pioggia alla Blade Runner, destinata a scendere per tutta la mattina, fa sì che sulle prime la domenica ecologica stenti a decollare. Per dire: le bici messe a disposizione dal Comune prendono acqua in piazza Castello fino all’ora di pranzo. In compenso, un discreto numero di ombrelli si aggira sotto il palazzo della Regione, lì dove la Coldiretti ha eretto qualche stand per invitare la cittadinanza a consumare italiano. E dunque, sul banco degli imputati, ecco innanzitutto le ciliegie della Tasmania. Tra i prodotti a chilometri zero in esposizione, le patate di Poirino e l’insalatina di Moncalieri.
Due auto private nere sbucano da via Po, e arrivate all’altezza del Bar Blu fanno dietrofront. In via Roma, una Multipla con a bordo una famiglia si ferma al semaforo. Tra la soddisfazione dei passanti, viene subito affiancata da un’auto della polizia municipale. Poi però, abbassati i rispettivi finestrini, l’uomo al volante e i vigili parlottano, e la Multipla riparte tranquilla. «Sarà una di quelle auto a metano», si stringe nelle spalle una signora munita di alano che ha assistito un filo disorientata alla scena. E l’utilitaria blu con una ragazza al volante che nel frattempo si è accodata all’auto dei vigili senza che questi la degnino di un’occhiata? Sarà a metano anche quella. Mezz’ora dopo, però, la stessa pattuglia multa un Suv nero palesemente non a metano diretto verso piazza San Carlo.
Lì, il Gtt ha piazzato uno dei cento nuovi autobus a basso impatto ambientale che sostituiranno i vecchi mezzi Euro 0. «Più comfort meno emissioni» recita la scritta sulla fiancata, e alcuni pensionati salgono a bordo per testare la comodità delle sedute, scendendo poco dopo con le mani piene di dépliant. Accanto all’autobus, un’auto elettrica e una di quelle destinate al car sharing.
Tra i pochissimi negozi aperti nel tratto che porta a piazza Carlo Felice, la Upim e Footlocker. Più giù, in quel che resta dell’Aiuola Sambuy, alcuni cavalli riposano legati al tronco di un albero in attesa che i rispettivi cavalieri consumino un veloce pasto al cospetto di tre o quattro dei frequentatori abituali di questa terra di nessuno. Un papà, che ha appena portato i figli a vedere i quadrupedi da vicino, cambia idea e sbotta: «Andiamo via, che puzzano».
Dopo pranzo spunta il sole, e allora vie e piazze si riempiono. Le biciclette in piazza Castello trovano infine qualcuno disposto a noleggiarle. In via Roma, all’altezza della profumeria Douglas, le evoluzioni sui rollerblade di qualche pattinatore attirano una piccola folla plaudente, forse un po’ nostalgica delle Olimpiadi che finiscono a Vancouver. Per le 16 si cammina a fatica lungo le strade dello struscio, e gli insofferenti alla pazza folla scelgono le parallele: via Barbaroux, via Verdi, via Carlo Alberto. In una piazza Carlina piacevolmente deserta, intorno alle 17 si affaccia una comitiva di turisti con tanto di guida al seguito.
Un’ora dopo la giornata simbolica finisce, e il centro torna subito a riempirsi del rumore delle auto. Il futuro alla Blade Runner ci aspetta paziente, sa che di questo passo prima o poi ci arriveremo: avete presente la foto della Pianura Padana vista dal satellite?







