Rifiuti, stretta sui Comuni rischio commissariamento
Oggi il Cdm in città con Berlusconi Pronto un decreto in nove articoli Pene più severe per gli indampienti - da La Repubblica del 10.10.2008
10 October, 2008
Obiettivo scioglimento. I cumuli di immondizia (ancora) abbandonati in strada, nei paesi del casertano così come in alcune aree della periferia di Napoli, diventano una bomba a orologeria piazzata sotto le poltrone degli amministratori di Comuni e Province inadempienti. E rischia il carcere anche chi deposita i rifiuti ingombranti in strada. Lo prevede la bozza di decreto legge sui rifiuti che sarà discussa oggi nel Consiglio dei ministri in programma a Napoli, nella decima visita del premier Berlusconi in città. Il vertice - il terzo all´ombra del Vesuvio, dopo quello del 21 maggio che insediò il governo e quello del
18 luglio - comincia alle 11.30 in Prefettura. Una tappa a ritmo forzato che, dopo la fuga (romana) di notizie sui contenuti del decreto - un´anticipazione giunta via agenzie, condannata con una dura nota dalla struttura di Bertolaso - potrebbe ridurre l´appuntamento di oggi in una seduta mordi e fuggi.
Un decreto in 9 articoli. In cui spicca - capovolgimenti dell´ultima ora a parte - la norma che porterebbe al commissariamento di quelle amministrazioni ritenute inefficienti sul versante dello smaltimento. Si legge all´articolo 2, della bozza del decreto: «In caso di reiterato, persistente inadempienza» sulla presenza di cumuli in strada, «su iniziativa del sottosegretario, il ministro dell´Interno propone al Consiglio dei ministri la rimozione del sindaco o del presidente della provincia», provocando così «lo scioglimento del consiglio». Previste anche altre quattro norme, volute dal premier, d´intesa con il sottosegretario Guido Bertolaso e con il generale dell´Esercito Franco Giannini, per avviarsi - inceneritori permettendo - alla soluzione strutturale dell´emergenza.
Primo: l´allestimento immediato di piazzole di stoccaggio per quei cumuli "misti" di rifiuti speciali, ingombranti o pericolosi che oggi richiedono un trattamento in loco dai tempi lunghissimi. In pratica: se in un ammasso di 30 tonnellate abbandonate in strada insistono 50 chili di amianto, oggi quella barriera resta a terra anche due mesi; con la nuova norma, si potrà disporne l´immediata rimozione in un sito speciale, nel quale i tecnici Arpac provvederanno alla caratterizzazione e alle distinte modalità di smaltimento.
Secondo: rischia il carcere «da 2 mesi a 3 anni, chi deposita rifiuti sanitari», come iodio 131 e indio 111.
Terzo: carcere da 3 mesi a 3 anni per titolari di imprese o responsabili di enti che inquinano le acque.
Quarto: inasprimento della pena da 1 a 5 anni per chi realizza discariche abusive, con multe fino a 100mila euro.
Il premier annuncerà anche il via alla campagna informativa su radio e tv per «responsabilizzare» i cittadini alla raccolta differenziata.
Intanto c´è il secondo forfait di una ditta per la realizzazione della discarica a Chiaiano. Tempi più lunghi. Dopo la revoca del contratto alla società "Pescatore" (per atteggiamenti ritenuti incompatibili) è seguito il rifiuto della seconda ditta vincitrice. La società "Daneco", infatti, ha detto no alla chiamata di Bertolaso per «il grave danno» che avrebbe provocato alle sorti dell´azienda, che dovrebbe debuttare in Borsa, essere associata al «grave contesto di Chiaiano». Così lo Stato è costretto a ricorrere al vincitore numero 3: con un aggravio di spesa del 20 per cento.







