Eppure c'è qualcosa da fare
- da La Repubblica del 18.05.2010
18 May, 2010
Pietro Jozzelli
Se Martini, Domenici e gli altri sindaci e assessori sono stati assolti perchè i fatti non sussistono, vuol dire che non è vero, come sosteneva la procura, che non abbiano agito per ridurre le polveri fini e il biossido d´azoto. Ma, come è ovvio, non basta una sentenza per rendere chiaro ciò che è scuro: lo scuro è che l´aria di Firenze e di molte città toscane è malsana, che tutti noi continuiamo a scaricare fumi e polveri nell´atmosfera, tanto per citare un dato quest´anno erano tollerati dalla direttiva Ue sette sforamenti del tetto delle polveri fini, a oggi siamo già a 56 oltre quella soglia. Domanda: chi deve agire per salvaguardare la salute pubblica, e che cosa deve fare?
Le motivazioni della sentenza non sono note, ci sono le reazioni: gli ambientalisti, visibilmente disillusi, dicono che comunque la magistratura si è occupata dell´inquinamento; la Regione rileva che l´aria è un po´ migliorata negli ultimi anni (cioè: poteva andare peggio, ma alcune politiche di contrasto hanno avuto effetto) e distingue tra polveri fini prodotte dalle auto e polveri fini naturali.
Le prime, dice Rossi, si aggrediscono con misure coordinate tra enti locali, Regioni, governi nazionali ed Europa. Vasto programma, è il minimo da dire. Le seconde ci sono (23% del totale) e contro queste c´è poco da fare: chi può bloccare la ricaduta delle polveri del vulcano islandese che ha bloccato i voli europei?
Tra tutto o niente, tra misure da tutti condivise (si vedano i risultati quasi fallimentari dei vertici mondiali sul clima) e l´abdicazione all´agire davanti ai fatti naturali, c´è però la politica. Nel senso che una doppia azione che faccia della lotta all´inquinamento atmosferico una delle priorità assolute delle scelte di governo rafforzando, giorno dopo giorno, le misure concrete da applicare per prevenire e combattere l´emergenza, non è affatto un´idea irrealizzabile, al contrario è alla portata almeno dei governi locali, purchè decidano di volerlo fare. Se Martini, Domenici & compagni hanno già fatto qualcosa, tanto da essere assolti dal reato di aver omesso azioni di contrasto contro lo smog, perché non rafforzare queste misure? Rossi dice che la giunta regionale sta per varare norme vincolanti nei confronti dei Comuni, resta da vedere se poi i sindaci vogliano davvero applicarle. A Firenze, l´assessore Scaletti (ora in Regione) propose di limitare l´accesso in città del traffico privato introducendo una quota d´ingresso, ma il suo piano fu subito buttato nel cestino dal sindaco Renzi. Si ha la sensazione, almeno per ora, che Firenze e i vari comuni dell´area fiorentina non abbiano molta voglia di sfidare gli automobilisti con misure proibizioniste, l´idea semmai è di rinviare ogni scelta visto che non potrebbe mai essere la misura decisiva (Renzi l´ha detto mille volte). Così, di rinvio in rinvio, si ordinano controlli, si fanno sondaggi, si organizzano convegni. Insomma, non si fa niente di concreto a meno che la Regione o il Governo non decidano di rendere qualcosa obbligatorio. Nel frattempo, polveri fini e biossido di azoto (noi consenzienti) penetrano e nidificano nei nostri polmoni.







