Smog a Firenze, assolto ex sindaco. E' la rivincita del buon senso
- da Il Corriere della Sera del 18.05.2010
18 May, 2010
Giangiacomo Schiavi
La sentenza con la quale il Tribunale di Firenze ha assolto l’ex sindaco di Firenze e l’ex governatore della Toscana, accusati di non aver fatto tutto il possibile per contrastare l’inquinamento da polveri sottili, va presa come una rivincita del buon senso sul velleitarismo di alcune denunce e di certe (facili) imputazioni.
Se l’aria delle città è avvelenata da quel mefitico cocktail di veleni che provoca asme, enfisemi, bronchiti o tumori, non è colpa di un sindaco o di un governatore, la colpa è di un insieme di fattori e del mancato sistema di interventi su scala nazionale, o europea, in grado di ridurre le emissioni nocive attraverso misure coordinate e strutturali. Auguriamoci che questo, però, adesso non diventi un alibi per l’inerzia ambientale: il rischio di una caduta di attenzione nelle politiche contro l’inquinamento c’è tutto, l’aria che tira è quella di una certa smobilitazione, la mancanza di finanziamenti al piano nazionale antismog, come ha spiegato il ministro Prestigiacomo al Corriere, lascia sindaci e regioni nelle condizioni di doversi arrangiare da soli. Gli amministratori hanno il dovere di predisporre misure in grado di prevenire o limitare i danni da smog, ma in certe zone la loro buona volontà non basta. Le micropolveri, come la cenere del vulcano o una nube radioattiva, non hanno confini. Così gli interventi decisi in una città o in una Regione dovrebbero avere una cornice nazionale adeguata, per esempio quel piano antismog che l’Europa sollecita (invano) al nostro governo e al nostro Paese.
Se l’ex sindaco Domenici e l’ex governatore Martini sono stati assolti perché il fatto non sussiste, lo stesso dovrebbe accadere al sindaco e al presidente della provincia di Milano, al governatore Formigoni, anche loro accusati di quanto previsto nell’articolo 674 del codice penale: «Getto pericoloso di cose» nell’aria. Un’imputazione bizzarra, che ha mostrato tutta la sua fragilità. È vero che si fa troppo poco per contrastare lo smog, ma sotto accusa, se vogliamo dirla tutta, dovrebbe essere messa un’intera classe politica e non quei pochi che, magari, hanno anche fatto qualcosa.







