Un tuffo nel Po per far rivivere il fiume
Il quinquennale di "Big Jump" - da La Stampa del 12.07.2010
12 July, 2010
Elisabetta Graziani
Un tuffo nel Po è quello che ci vuole con il caldo di questi giorni. Una ventina di uomini e donne-pesce in compagnia di un’orca gonfiabile hanno sfidato il fiume buttandosi dalle sponde dell’Imbarchino. Era il quinquennale di «Big Jump», l’iniziativa che ogni anno raduna centinaia di persone in tutta Europa, pronte a immergersi per rivendicare la balneabilità di laghi e fiumi. In Italia Po, Adda e Ticino le mete più ambite.
Al Valentino l’entusiasmo è evidente. «E’ magnifico vedere Torino dall’acqua», dice Rosario Agristona, appena tornato all’asciutto. Tra i tuffatori anche un esperto come Riccardo Tonarelli, «orso polare» al circolo canottieri Caprera. Qui, ogni anno, in inverno i più temerari nuotano nelle acque gelide del Po. Tra i «Big Jumper» anche quattro donne. «Arrivo da una città di mare in Calabria - dice Giuliana Catalano -. Il fiume mi mancava: bello ma non proprio profumato».
Tutto è andato liscio nel pomeriggio balneare, anche il solleone nonostante il temporale mattutino. L’unico tiro mancino l’ha giocato la corrente. Tre tuffatori, ignari della potenza del fiume, non sono riusciti a guadagnare l’altra sponda. Il gommone del pronto soccorso li ha portati subito a riva. «Oggi vediamo vigili, Croce Rossa, cameramen - commenta Paolo Hutter, direttore dell’«Eco delle Città» e papà del «Big Jump» torinese - ma fino ai primi anni Cinquanta tuffarsi era normale». Si fa strada il sogno di tornare a nuotare nel fiume. Favorevole anche Marco Addonisio, coordinatore all’ambiente della Circoscrizione 8: «Bisogna ripristinare la vocazione naturalistica del Valentino».
Secondo i parametri generali dell’Arpa, il Po non è molto inquinato, ma questo non significa che sia balneabile. «La salute del fiume è compromessa dalle acque utilizzate nei campi coltivati, dense di fosforo e azoto», dice Vanda Bonardo, presidente regionale di Legambiente. Scarichi di liquami, cementificazioni e acque per uso idroelettrico fanno il resto. Ma non è mai troppo tardi per il primo bagno a Torino.







