Filtri diesel introvabili via libera alle Euro 2
Da La Stampa del 03.08.2010
03 August, 2010
Emanuela Minucci
La caccia all’oggetto misterioso può continuare. A stabilirlo sarà la giunta comunale di stamattina: ci sarà tempo sino al 31 dicembre 2010 per munirsi del famoso (e introvabile) filtro anti-particolato obbligatorio per chi possiede un vecchio diesel Euro 2 e vuole continuare ad utilizzarlo. «È stata una decisione dovuta nei confronti di tutti questi cittadini che, loro malgrado, hanno ordinato il dispositivo, ma non sono ancora riusciti ad entrarne fisicamente in possesso».
Molti degli 80 mila automobilisti titolari di un diesel che ha già compiuto i dieci anni di età sanno di che cosa stiamo parlando. Per gli altri, urge ricordare la storia di questi famigerati «Fap» che è al limite del surreale.
Torino secondo parecchie statistiche ha un’aria fra le più sporche d’Italia. E anche qui - dopo Milano - la magistratura ha aperto un’inchiesta per capire se questa camera a gas abbia o no un diretto responsabile. Eppure, in questa città accade una vicenda (quella dei filtri anti-particolato) che assume i contorni di una barzelletta. In poche parole: questi apparecchi dovrebbero trasformare i diesel vecchi di dieci anni e più in Euro4. Peccato però che non si trovino da nessuna parte. La decisione sei mesi fa, quando Comune e Provincia vollero mettere al bando i vecchi Euro 2 diesel. Ottantamila veicoli: 52 mila auto e 24 mila autocarri.
Peccato che per tutti questi mesi i filtri siano rimasti introvabili. Un gran pasticcio, insomma. Fino ad un mese fa, quando a Palazzo Cisterna, sede della Provincia, (quello che decide le deroghe in merito) arriva la notizia che la «Mts», azienda di Treviso specializzata nella produzione e nel montaggio dei Fap, si è detta disponibile a offrire al mercato torinese i suoi prodotti.
Il veicolo, una volta installato questo filtro per ridurre la massa di particolato, apparterrà alla fascia Euro 4. Ma non basta: l’azienda in questione si è detta pure disponibile a estendere le tipologie dei filtri a mezzi più piccoli, quindi immatricolati per uso privato. Non solo auto straniere, ma anche quelle italiane. Quel che si dice una manna: per gli automobilisti, ormai rassegnati a rottamare le loro vetture né più né meno di quanto hanno dovuto fare a loro tempo i proprietari degli Euro 0 benzina e degli Euro0-Euro 1 diesel; per gli autoriparatori, pressati dalla clientela e sull’orlo della crisi di nervi.
Peccato che gli automobilisti, benché abbiano ordinato i filtri, non siano ancora riusciti ad entrarne in possesso. Da lì la decisione di posticipare al 31 dicembre: «Per quella data - spiega l’assessore all’Ambiente della Provincia Andrea Ronco - ci auguriamo che i filtri siano arrivati a tutti».







