Si torna all’antico. Biglietti a bordo e autisti controllori
Gtt ha deciso di intensificare i controlli contro chi viaggia sui bus senza biglietto: tre milioni di passeggeri controllati, 130 mila multati e 750 mila euro recuperati all’istante dai controllori nei primi otto mesi del 2010. La conseguenza è un cambio di rotta deciso dall’azienda: su tram e bus si salirà solo dalla porta anteriore e spetterà all’autista controllare i ticket ed eventualmente venderli a bordo con un piccolo sovrapprezzo - da La Stampa del 29.09.2010
30 September, 2010
Andrea Rossi
Il giro di vite è scattato a inizio anno, e in pochi mesi ha restituito l’immagine di un fenomeno che non poteva più essere sottovalutato: troppi «portoghesi» sugli autobus. Nei primi otto mesi dell’anno Gtt ha controllato tre milioni di passeggeri, 700 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Ne ha multati 130 mila, contro i 100 mila di due anni fa, e i controllori sono riusciti a incassare direttamente 750 mila euro, 200 mila in più del 2008.
Numeri che hanno spinto i vertici dell’azienda a intervenire, considerato oltretutto che i furbetti, spesso, non s’annidano tra chi non sa come arrivare a fine mese, bensì nella cosiddetta borghesia. Quelli, per dirla con il nuovo amministratore delegato di Gtt, Roberto Barbieri, convinti «che i mezzi pubblici, in quanto pubblici, sono gratuiti». I risultati dell’offensiva degli 007 hanno convinto l’ad a correre ai ripari. Nessuna tecnologia innovativa, ma un ritorno all’antico o, se preferite, a quel che accade nei paesi del Nord Europa, dove sui mezzi si sale soltanto dalla porta anteriore e il biglietto si timbra - o si compra - davanti all’autista.
Tra qualche mese succederà anche sui mezzi torinesi: prima sui tram, poi anche sui bus. Per scendere si utilizzeranno le porte centrali e sul retro. Per salire soltanto quella anteriore, così da passare sotto l’occhio dell’autista, cui bisognerà mostrare il biglietto o l’abbonamento. «Chi salirà senza ticket potrà acquistarlo a bordo pagando un piccolo sovrapprezzo», spiega Barbieri, che ieri ha portato sotto Palazzo Civico i nuovi eco-bus di Gtt.
Dodici veicoli snodati da 18 metri, acquistati costati 4,5 milioni di euro finanziati da ministero dell’Ambiente, Comune, Agenzia mobilità metropolitana e Gtt: 4 a metano e 8 a diesel ecologicamente avanzato, con emissioni di particolato e idrocarburi ridotte del 99 per cento rispetto agli Euro 0. Quattro bus sono dotati del sistema «stop&start»: a ogni sosta il motore si spegne automaticamente per riaccendersi al momento di ripartire, consentendo di ridurre dell’8 per cento il consumo di carburante. Un altro passo in avanti verso la sostituzione del parco veicoli all’insegna della sostenibilità ambientale, spiegano dal Gtt, pensando ai cento bus ecologicamente avanzati entrati in servizio a inizio anno, grazie a cui si sono ridotte le emissioni inquinanti: due tonnellate di particolato, 5,8 di idrocarburi, 23 di monossido di carbonio, 537 di anidride carbonica.
Proprio mentre Gtt presentava i nuovi veicoli a Palazzo Civico scoppiava un piccolo giallo sugli sconti ai dipendenti che usano i mezzi pubblici. Il consigliere comunale dell’Api Gavino Olmeo ha presentato un’interpellanza perché, a suo dire, il Comune non avrebbe partecipato al bando regionale che garantisce lo sconto del 53 per cento sull’abbonamento annuale per il 2011. I 12 mila dipendenti di Palazzo Civico, come i lavoratori di altre aziende (Alenia, varie Asl, Eni, Enel, Università, Politecnico), usufruiscono di questo beneficio: 250 mila euro stanziati dal Comune, altrettanti dalla Regione e 500 mila sborsati dagli interessati. Qualche ora di turbolenza, prima di scoprire che si tratta di un equivoco: «La Regione non ha ancora pubblicato il bando per il 2011», precisa l’assessore al Personale Domenico Mangone. «Sul 2010, invece, abbiamo partecipato e ottenuto il co-finanziamento». Ma quando arriverà il bando per il 2011? Ci pensa l’assessore al Bilancio Passoni a fare chiarezza: «Quando verrà riproposto il Comune si presenterà e, come gli altri anni, stanzierà la sua parte: 250 mila euro».







