Auto a metano e Gpl. Disco verde in centro
Chi possiede un veicolo ecologico potrà chiedere il pass per la Ztl - da La Stampa del 01.10.2010
01 October, 2010
Andrea Rossi
Che la norma fosse poco chiara, almeno a molti, lo si è capito ieri mattina in Comune, quando il consigliere Ennio Galasso - che è pur sempre il capogruppo dell’Udc e dovrebbe conoscere palazzo Civico come le sue tasche - è rimasto di sasso: «Ma davvero? Io pensavo potessero girare liberamente». Si riferiva alla Ztl e alle auto a basse emissioni inquinanti: gpl e metano. E sbagliava. Almeno fino a ieri.
Da domani la situazione potrebbe capovolgersi. L’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero, finora determinata nell’opporsi al salvacondotto, ha fatto dietro-front. Spinta dal ricatto imposto dalla Regione, sibilano a sinistra; allettata dall’opportunità di intascarsi quasi due milioni di euro di sovvenzioni regionali, ribattono da destra. In ogni caso, Sestero ha rimosso il veto: «Inoltreremo la richiesta alla Provincia, per ottenere l’attestazione di coerenza». Formula opaca per dire che c’è un percorso burocratico da affrontare: la Regione consente ai comuni di assumere provvedimenti autonomi sulle limitazioni del traffico. I finanziamenti regionali, però, sono vincolati: si deve trattare di provvedimenti motivati e la Provincia deve certificarne gli effetti equivalenti sulla qualità ambientale.
Insomma, Sestero scriverà al collega Ronco, confermerà la serrata del centro dalle 7,30 alle 10,30 dal lunedì al venerdì e chiederà di poter esentare i mezzi meno inquinanti. «Se la risposta sarà positiva i proprietari di veicoli a gpl o metano potranno richiedere il permesso di circolazione, anche se non residenti, domiciliati o spinti da particolari necessità». E perché non dare il via libera? Del resto chi ha acquistato un’auto a basse emissioni forse merita qualche esenzione, ha azzardato più di un consigliere. Impossibile. «Il codice della strada consente di verificare soltanto la targa, non il tipo di emissione. Perciò serve il permesso». Che costa: cento euro più altri quindici di marche da bollo.
A smuovere i tecnici della Viabilità è stata una mozione presentata dal consigliere e deputato di An-Pdl Agostino Ghiglia, in cui si chiedeva di non penalizzare i veicoli ecologici e si denunciava il rischio che Palazzo Civico perdesse il diritto ad accedere ai fondi regionali per l’allargamento delle Ztl. Fondi che sono custoditi nella cassaforte dell’assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravello, «discepolo politico» dello stesso Ghiglia. E proprio Ravello, ad agosto, ha presentato una delibera secondo cui i finanziamenti saranno vincolati al via libera alle auto ecologiche nelle Ztl.
La novità, a Torino, potrebbe interessare circa 25 mila veicoli, poco più del quattro per cento dell’intero parco auto in circolazione a Torino. Non molti: i mezzi a gpl sono circa il 3,6 per cento, quelli a metano appena lo 0,7, altro motivo che ha spinto l’assessore Sestero a cedere: «Lo spirito della Ztl è ridurre le emissioni inquinanti ma anche il traffico, per cui l’ideale sarebbe se circolasse il minor numero possibile di vetture».
Le preoccupazioni però restano, di fronte al rischio di veder crescere il traffico e anche le emissioni: la metà del particolato rilasciato nell’atmosfera, infatti, non dipende dai carburanti ma dall’usura degli pneumatici.







