Comuni Ricicloni Lombardia 2008
Vince Adro: il piccolo comune del bresciano si aggiudica il titolo di “Riciclone 2008”
26 November, 2008
Sulla differenziata Lombardia ferma. Lecco si impone tra i capoluoghi
“Differenziare di più e meglio: questa la ricetta per evitare nuovi inceneritori e ridurre i costi della raccolta”
E' Adro in provincia di Brescia il vincitore assoluto della quinta edizione di Comuni Ricicloni Lombardia 2008. Il piccolo comune si è imposto su tutti ottenendo il primo posto grazie ad un indice di buona gestione che totalizza un punteggio di 80,71, grazie ad una elevata percentuale di raccolta differenziata (70,2%) e ad un buon piazzamento sui diversi indici che definiscono la qualità complessiva della gestione a livello comunale del ciclo dei rifiuti. Si è svolta questa mattina durante un convegno promosso in collaborazione con ANCI, la premiazione delle amministrazioni lombarde virtuose in materia di rifiuti. Sugli oltre 1500 comuni lombardi in gara, solo 588 sono entrati nella classifica di Legambiente, che ogni anno premia le amministrazioni che si distinguono per corretta gestione dei rifiuti. I criteri per entrare in graduatoria sono infatti quelli di rispettare gli obblighi di legge sulla raccolta. Un requisito che Legambiente ha reso ancora più severo, fissando il minimo di raccolta differenziata a 55% per i comuni al di sotto dei 10mila abitanti. Ma se per entrare in classifica bisogna differenziare con buoni 'numeri', per svettare occorre dimostrare di possedere un efficace sistema di gestione dei rifiuti, sui cui indicatori si regge la classifica regionale dei 'ricicloni'.
“Aumentare la raccolta differenziata al di sopra degli obblighi di legge, perseguire la riduzione complessiva della produzione di rifiuti, puntare sulla qualità della separazione, migliorare l'attitudine al riciclaggio dei materiali raccolti: tutto ciò si traduce non solo in un beneficio ambientale ma anche nella riduzione delle tariffe per gli utenti – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia –, per questo gli amministratori dei comuni premiati possono andare orgogliosi dei risultati raggiunti e dei benefici che questi comportano per le tasche di cittadini e imprese si scopre così che differenziare conviene”.
Nella classifica generale lombarda al secondo posto si piazza Alzano Lombardo, paese in provincia di Bergamo, che con 75,5 di indice di gestione e il 75,1% di raccolta differenziata recupera una posizione rispetto all'edizione passata, al terzo posto invece troviamo Bozzolo (Mn) con un indice di 74,4 e l'80,5% di differenziata. Legambiente ha realizzato anche una classifica dei capoluoghi di provincia nella quale Lecco si conferma anche quest'anno “capoluogo riciclone” con un indice di gestione di 50,67 e il 54,5% di raccolta differenziata, seconda è Varese e terza Bergamo che migliora quasi del 5% la sua raccolta differenziata. Ma se rispetto all'anno scorso restano invariate le posizioni sul podio, a cambiare è tutto il resto della classifica dei capoluoghi. Infatti, a causa dell'innalzamento della soglia minima di raccolta differenziata per l'ingresso in classifica, fissata per il 2007 al 40% rispetto al vecchio 35%, ad uscire dalla classifica di Ricicloni sono Brescia, Mantova, Como e Lodi. Costante negativa resta l'esclusione di Milano e di Pavia che in 5 anni non hanno mai messo piede in classifica, restando inchiodate rispettivamente al 31,9% e al 26,8% di raccolta differenziata.
Il quadro dipinto dall'edizione 2008 di Comuni Ricicloni descrive dunque una Lombardia pressoché ferma in cui la percentuale di raccolta differenziata a livello regionale sale nel 2007 solo dell'1,4% attestandosi a 45,3%, mentre la produzione dei rifiuti, pur rallentando la sua crescita (+0,3%), resta a valori pro-capite elevatissimi. Per quanto riguarda i comuni, continua il trend positivo dei piccoli centri mentre i capoluoghi, fatta eccezione per Lecco, Varese e Bergamo, non si distinguono per miglioramenti significativi. Guardando la mappa della Lombardia, a passarsela peggio, a parte ovviamente la città di Milano, ci sono l'intera provincia di Pavia, le provincie di Brescia e di Mantova (dove pure sono presenti 'isole' di assoluta eccellenza) e le aree montane, dove spiccano in negativo le località turistiche montane come Livigno, l'Alta Valchiavenna e la zona di Ponte di Legno.
“Una Lombardia che si è fermata – commenta Andrea Poggio, vicedirettore Legambiente nazionale – con molti comuni ed alcune provincie sedute sugli allori degli obiettivi di riciclaggio conquistati dieci anni fa e alcune sacche di inutile spreco attorno alle ultime discariche ed inceneritori per l'indifferenziato. Siamo preoccupati dall'inesistenza di qualsiasi azione politica della Regione e dalla discussione, tutta ideologica, sulla necessità di nuovi inceneritori: la Lombardia ha già il primato dell'incenerimento, quasi la metà della potenzialità nazionale. L'Unione Europa ci indica un'altra strada, quella della riduzione alla fonte dei rifiuti”.
La fotografia scattata dalla classifica di Comuni Ricicloni è ricavata dall'analisi di 31 parametri che presi in esame forniscono un indice di gestione, un voto complessivo alla gestione dei rifiuti urbani, non solo per la raccolta differenziata ma per tutte le azioni che concorrono a rendere conveniente ed efficace la gestione dei materiali dopo il loro utilizzo, riducendo al massimo la quota non recuperabile da destinare allo smaltimento finale. Misurando cioè anche aspetti quali la riduzione della produzione dei rifiuti, la percentuale destinata al recupero di materia, l'attivazione del sistema tariffario al posto della tassa, l'introduzione del compostaggio domestico, la sicurezza dello smaltimento e l'efficacia generale del servizio. Per entrare in classifica è necessario che i centri con più di 10 mila abitanti raggiungano una soglia del 40% di raccolta differenziata e i centri medio-piccoli (meno di 10 mila abitanti), una soglia minima del 55%.







