La Regione approva la riforma degli ATO
Ravello: “Il riordino delle competenze permetterà una riduzione degli sprechi e più efficienza nei servizi” - comunicato stampa Regione Piemonte del 28.02.2011
01 March, 2011
La Giunta regionale ha approvato, nel corso della seduta odierna, su proposta dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani”.
Il Ddl nasce da quanto prescritto nella Finanziaria 2010 che ha disposto la soppressione delle Autorità d’ambito ottimale per la gestione delle risorse idriche e per la gestione integrata dei rifiuti a partire dal 1 gennaio 2011 e demanda alle Regioni l’attribuzione, con propria legge, delle funzioni già spettanti a tali autorità nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Con l’approvazione del Decreto Milleproroghe da parte del Consiglio dei Ministri, il termine è stato prorogato al 31 marzo 2011.
Il Ddl approvato dalla Giunta prevede che, ai fini dell’organizzazione, il territorio piemontese venga diviso in 8 ambiti territoriali ottimali (Verbano Cusio Ossola; Novarese; Biellese; Vercellese; Torinese; Cuneese; Astigiano; Alessandrino) per quanto riguarda il servizio idrico integrato e 4 ambiti territoriali ottimali (Novarese, Vercellese, Biellese e Verbano Cusio Ossola; Astigiano e Alessandrino; Cuneese; Torinese) per la gestione integrata dei rifiuti.
Le province eserciteranno le funzioni di organizzazione e controllo diretto dei servizi, con il parere obbligatorio e vincolante dei comuni, relativamente alla specificazione della domanda di servizio, all’elaborazione ed aggiornamento del piano d’ambito, alla determinazione dei livelli di imposizione tariffaria, alla definizione del modello organizzativo e conseguente affidamento dei servizi ed al controllo operativo, tecnico e gestionale dei servizi medesimi.
“Il Disegno di legge - dichiara l’assessore Ravello - affronta in maniera organica la governance del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti, del riordino degli ambiti e della rideterminazione di poteri, competenze e responsabilità. Questo provvedimento sancisce, in conformità agli impegni finanziari assunti ed in coerenza con l’obiettivo e la volontà politica di razionalizzare le funzioni ed evitare gli sprechi, il principio di soppressione di enti ed organismi inutili, all’interno della complessa articolazione dei livelli organizzativi ed istituzionali in cui si declina la modalità di gestione del settore dei servizi pubblici. Il testo approvato dalla Giunta rappresenta dunque la giusta sintesi tra le istanze e le aspettative dei diversi enti amministrativi coi quali mi sono più volte confrontato, ascoltando e valutando richieste e suggerimenti. Sono convinto che l’architettura disegnata garantisca il giusto riconoscimento delle specificità e del peso dei soggetti interessati da questa riforma: attraverso la creazione della Conferenza d’ambito, composta da rappresentanze dei sindaci dei comuni ricompresi negli ambiti territoriali ottimali, sarà infatti possibile organizzare i servizi grazie ad una concertazione che prevede il parere obbligatorio e vincolante dei comuni. A tal proposito, ritengo doveroso sottolineare l’atteggiamento costruttivo e positivo tenuto dai diversi soggetti, come, tra gli altri, UPP, ANCI ed UNCEM.
Attraverso la divisione delle funzioni di organizzazione e controllo in capo alla Regione ed alle province - aggiunge l’assessore - sarà possibile non solo garantire gli standard fin qui raggiunti, ma anche migliorare il livello qualitativo dei servizi offerti ai cittadini, servizi che già vantano, nella nostra regione, buoni livelli di efficienza e funzionalità. La Regione avrà dunque un ruolo di programmazione e di controllo del sistema, provvedendo alla formulazione di indirizzi e linee guida, alla verifica della coerenza dei piani d’ambito provinciali con la pianificazione regionale, al fine di prevenire od intervenire laddove sorgessero delle criticità”.
Il Ddl verrà ora inviato al Consiglio regionale perché lo esamini e apporti le modifiche ritenute opportune prima dell’approvazione finale in aula.







