In metropolitana fino al Lingotto
E nel fine settimana gli orari si allungano - da La Stampa del 03.03.2011
03 March, 2011
Andrea Rossi
In attesa di capire le intenzioni del governo - perché è lì, in fondo, che si deciderà come ci muoveremo nei prossimi decenni: se la metropolitana sfonderà nella cintura, se avremo una seconda linea - Torino ha sistemato un altro tassello. Domenica s’inaugura il secondo tratto della linea 1, tra Porta Nuova e Lingotto. Sei fermate e altrettanti minuti per percorrere i quasi 4 chilometri sotto via Nizza, 23 minuti per calarsi sotto terra al parcheggio d’interscambio Fermi di Collegno e risalire in superficie al Lingotto.
È una rivoluzione. E non solo perché il metrò di Torino è uno dei pochi in Italia costruiti rispettando i tempi e senza impigliare i cantieri in un vortice di ricorsi e contenziosi con le imprese, cosa rivendicata con un certo orgoglio dall’assessore Sestero e dal presidente di InfraTo Guiati. È una rivoluzione perché promette di trasformare il modo di muoversi dei torinesi. Sul metrò, tra Collegno e Porta Nuova, oggi viaggiano 90 mila persone al giorno. Con la nuova tratta passeranno a 140 mila in un amen, almeno così stima Gtt. «Entro il 2012 puntiamo a sfondare il tetto dei 40 milioni di passeggeri l’anno», confida l’amministratore delegato di Gtt Roberto Barbieri, «contro i 22 milioni del 2010». Per farcela l’azienda che gestisce i trasporti sta trattando con i sindacati un’estensione dell’orario di servizio nei fine settimana. Il metrò funziona, ma ai torinesi e ai turisti - soprattutto giovani - gli orari ridotti piacciono poco. Gtt vuole estendere la circolazione il venerdì, dalle 23,30 all’1,10, orario di chiusura del sabato, e la domenica dalle 22 alle 23,30, orario di chiusura dei giorni feriali.
Le stime di Palazzo Civico, contenute nel Piano per la mobilità studiato insieme con gli esperti del Politecnico, vanno addirittura oltre: una volta a pieno regime, la linea 1 dovrebbe essere in grado di portare 109 milioni di persone l’anno. E la seconda linea, se mai si realizzerà, dovrebbe trasportarne 78 milioni. Una mole tale da ridefinire in un decennio i flussi degli spostamenti dei torinesi. Oggi, ogni giorno, tra Torino e i 31 comuni della cintura, si muovono quasi due milioni di persone: 855 mila in auto, 430 mila con i mezzi pubblici, 676 mila a piedi o in bicicletta. Nel 2020, probabilmente, il trasporto pubblico lieviterà verso le 600 mila persone al giorno.
Forse saranno ancora di più, se le opere in cantiere verranno portate a compimento. In estate dovrebbe essere aperta la stazione di interscambio di Porta Susa, che collegherà ferrovia e metropolitana. «Rfi dovrebbe completare i lavori entro maggio. Se così fosse noi potremmo aprire la fermata a giugno», spiega Guiati. Entro il 2013, poi, se tutto funzionerà a dovere, la subway dovrebbe spingersi fino a piazza Bengasi, con altre due fermate. L’accordo c’è: 100 milioni dal Cipe, 35 dalla Regione e 40 dal Comune. Senza contare lo sfondamento a Nord Ovest: Collegno, Rivoli e la Provincia sono pronti a fare la loro parte perché la linea 1 si estenda fino a Cascine Vica, altri tre chilometri e mezzo per quattro fermate. Il progetto preliminare ha ottenuto il via libera della Regione ed è stato sottoposto al Cipe per essere finanziato. Torino ci conta, come conta di riuscire a mettere in piedi il maxi piano per la linea 2. La Regione garantisce sostegno: «Il metrò e le altre opere - spiega l’assessore regionale ai Trasporti Bonino - significano più servizi, maggiore capacità d’attrazione e un miglioramento dell’ambiente con la riduzione del traffico privato».







