Solo la pioggia può fermare l’invasione a pedali
Il ritrovo oggi alle 15 nel Parco del Valentino - da La Stampa.it del 05.06.2011
06 June, 2011
Fabrizio Vespa
Sì, no, forse. «Se non piove troppo» ma «anche se piove però si potrebbe fare». Il Bike Pride previsto per oggi alle 15 in onore della «Giornata dell’Ambiente» era in dubbio fino a ieri a tarda serata. «Certo se l’acqua è sopportabile si può fare» dicevano gli organizzatori, ma col passare del tempo il meteo dava previsioni sempre peggiori, con fulmini e saette sulla città. «Se sarà così lo rimandiamo al 10 luglio, altrimenti sarà un fluiding ride con i più coraggiosi».
Quella di oggi è la seconda edizione del Bike Pride, il ritrovo è alle 15 nel Parco del Valentino in viale Virgilio, dietro al Castello Medievale con l’avvertenza che se le precipitazioni saranno intense si trasformerà in un «fluiding ride» per i più temerari e incuranti della pioggia. «Il significato della manifestazione - racconta Fabio Zanchetta, uno degli organizzatori - sta nel messaggio di sostenibilità e vivibilità. Non attraverso una protesta , ma con una festa che coinvolga tutti i cittadini, ribadendo il concetto dell’orgoglio a due ruote. A sottolineare il suo carattere popolare e collettivo va rimarcato che l’iniziativa nasce proprio dall’associazionismo, costituito da un comitato di una ventina di persone in collaborazione con ToBike, CinemAmbiente e Idea Solidale».
Non ci troviamo più di fronte a una moda passeggera, ma a un cambio epocale che anno dopo anno conquista sempre più fans. La crescente consapevolezza intorno al problema del consumo delle risorse del pianeta ci sta portando alle soglie di una nuova rivoluzione. Per il filosofo Marc Augè, ospite da poco nella nostra città e autore del saggio «Il Bello della Bicicletta», la bicicletta è il simbolo dell’unico futuro possibile per la città di domani. È il neo-umanesimo, quello dei ciclisti, che annulla le differenze di classe e riconduce la vita metropolitana a ritmi più accettabili e di maggiore riflessione sui luoghi in ci muoviamo quotidianamente.
«Con il Bike Pride - prosegue Zanchetta - vogliamo che la collettività si riappropri in maniera dolce degli spazi cittadini affinché anche l’amministrazione pubblica migliori la ciclabilità. Rispetto a Milano e Roma, Torino è avvantaggiata da 170 chilometri di piste ciclabili che però paragonati ai 1200 di Berlino fanno capire quanto ci sia ancora da fare. Perciò abbiamo presentato il Bici Plan, un piano strategico per realizzare in 20 anni una rete cittadina sicura e organizzata per la ciclabilità. Partendo dal presupposto che si tratta di un servizio basilare per i cittadini e non di una concessione».
Su questo versante la giornata di oggi sarà la massima celebrazione del mezzo più ecologico che esista. Dal meeting point del Valentino il corteo che si terrà anche in caso di pioggia, se lieve, si sposterà in corso Vittorio poi corso Re Umberto, corso Einaudi, corso Galileo Ferraris, corso Duca degli Abruzzi, via Cernaia, via Pietro Micca e piazza Castello fino a via Po dove si svolgerà un concerto all’aria aperta per campanelli di bicicletta. Il traguardo è fissato alle 17,30 in piazza Vittorio dove Coldiretti offrirà a tutti un frutto a chilometri zero mentre alle 18,30 si terrà un aperitivo festaiolo al parco Michelotti. Sono previsti anche vari momenti legati alle ciclofficine presenti ovvero Muovi Equilibri e ABC che ripareranno le biciclette con qualche problema oltre ad insegnare sul posto i rudimenti essenziali per mettere a posto da soli il proprio mezzo.
«È ora di cambiare aria!» sarà lo slogan perché da questo assunto trae forza il manifesto del Bike Pride (bikepride.it): qui si legge che «l’iniziativa è diretta non solo ai ciclisti urbani, ma a tutti i cittadini - una maggioranza sempre meno silenziosa - che considerano di fondamentale un ambiente urbano più vivibile». Sul sito sono infiniti i motivi, anche ironici, elencati per abbracciare il manubrio. Non ultimo quello per cui è dimostrato scientificamente che la bicicletta ti fa trovare l’anima gemella. «Non confondiamo però questo Pride con il Naked Pride - precisa sorridendo Fabio Zanchetta - perché noi siamo quelli vestiti!».







