La pioggia allaga le Ogr e affonda il Bike Pride
Nonostante la pioggia ieri un centinaio di persone - «110 per la precisione» - ha sfidato il maltempo con un mini Bike Pride al Valentino. La pioggia e i temporali hanno rovinato ben più di un programma per questo fine settimana appena concluso - da La Stampa del 06.06.2011
06 June, 2011
In città il «Bike Pride» ha visto solo un centinaio di temerari raggiungere il Valentino con biciclette e non solo, monocicli, specie di sidecar muniti di ombrello... «E c’era anche qualcuno con la maschera sa sub, le pinne, un po’ di tutto insomma - racconta Tullia Mongini una delle organizzatrici -. Ci siamo divertiti anche sotto la pioggia, ma il vero bike pride è previsto per il dieci luglio. Speriamo con il sole questa volta». Intanto la città si prepara a un altro «pride a due ruote», quello per nudisti: tutti in sella come mamma li ha fatti. Nudi in bici, anche loro in nome dell’ambiente e dell’acqua pubblica, contro petrolio e nucleare. La Ciclonudista 2011 si terrà sabato prossimo e l’avvertimento è: «Ci sarà un gruppo cospicuo di persone che hanno intenzione di denudarsi completamente». L’anno scorso non si andò oltre il topless, causa polemiche e rischio denunce. Quest’anno, ferma restando la libertà di scelta, l’invito è quello di non farsi intimidire dalla legge che «non vieta espressamente il nudismo», si legge sul sito web, dove si aggiunge che «i recenti pronunciamenti della Cassazione concordano nel ritenere che il nudismo non comporti reato». Se questo incoraggerà il nudo integrale - come negli oltre 50 Paesi in cui si svolge il World Naked Bike Ride - lo si scoprirà solo l’11 giugno al Velentino. Ritrovo alle 14, e poi via su due ruote, liberi e svestiti, per le strade del centro.
Ieri poi stracci e catini sono spuntati sabato alle Ogr, ma non bastavano, così qua e là i visitatori incontravano sale inagibili e nastri rossi che impedivano di proseguire. Dopo la lunga coda alla biglietteria, l’accesso alla mostra «Fare gli italiani» era sbarrato. Bisognava rimettere mano all’ombrello e passare da un ingresso improvvisato. Così si saltavano, perché allagate, le due sale iniziali, quelle con i busti parlanti e i quadri. Per «salvarli», gli addetti li hanno coperti con il cellophane, mentre ha fatto la sua comparsa un condizionatore, il cui compito è ridurre l’umidità che sale dalla moquette fradicia. Anche nelle sale aperte al pubblico lo sgocciolio dal tetto a mattonelle e dalla grondaia ha fatto i suoi danni. «Per l’acqua s’è fulminato un proiettore», spiegano due maschere accanto alla zona trincee, mentre il pannello su cui dovevano scorrere le immagini della Prima guerra mondiale resta spento. In mattinata l’acqua di risalita dai tombini otturati aveva invaso parte della mostra, così in un primo momento «si pensava di tenere chiuse del tutto le Officine. Poi l’acqua è stata asciugata e i vigili del fuoco hanno dato il nulla osta all’apertura». Inagibile l’intero Spazio Scuole, di norma aperto a tutti durante il weekend.
A Cesana la pioggia invece ha fatto staccare un masso enorme sulla statale del Monginevro, verso Claviere. Precipitato per duecento metri a valle. Dopo aver sfiorato un’auto, il masso ha finito la sua corsa a lato della carreggiata. Subito sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale di Cesana e i Carabinieri che hanno chiuso la strada e deviato il traffico per la Francia via Bardonecchia - Colle della Scala. Nel pomeriggio, i tecnici del Consorzio Forestale e del Soccorso alpino, i sindaci di Claviere e Cesana e la Prefettura di Torino hanno deciso che la strada rimarrà chiusa sino a che non verrà messa in sicurezza la zona, anche con la possibilità di far saltare con l’esplosivo un altro pezzo di roccia che minaccia un presunto nuovo distacco. E le previsioni del tempo non lasciano spazio all’ottimismo almeno fino a venerdì prossimo. Pioverà tutti i giorni e il sole lo vedremo solo raramente fino a un miglioramento forse per venerdì pomeriggio.







