Rifiuti umidi, test per 45mila abitanti
da La Repubblica del 05.01.09
05 January, 2009
Partono le lettere: da aprile raccolta degli avanzi a S. Siro, Accursio e Bovisa
L´assessore Cadeo attacca la Provincia: "Serve un altro termovalorizzato-re, si perde tempo senza decidere"
In arrivo nelle case i kit con speciali cestini e sacchetti biodegradabili Obiettivo, più 7% di "differenziata"
di ALESSIA GALLIONE
Le prime lettere con le istruzioni arriveranno a breve nelle case di 45mila cittadini, che abitano in tre quartieri: San Siro, Bovisa e Accursio. Seguite dai contenitori per i condomini, i piccoli cestini da sistemare negli appartamenti e una fornitura (inizialmente gratuita) di sacchetti in materiale biodegradabile: il kit necessario per ricominciare, dopo tredici anni dai primi test in città, con la raccolta dei rifiuti organici. Una sperimentazione che avrebbe dovuto partire all´inizio dell´anno ma che inizierà il 1 aprile. Il ritardo, spiega l´assessore con delega alla Gestione dei rifiuti, Maurizio Cadeo, «è dovuto ai tempi necessari ad Amsa per programmare il servizio e acquistare nuovi mezzi». Si proseguirà per sei mesi, ma l´obiettivo è quello di estendere gradualmente la raccolta dell´umido a tutta Milano. Perché le tonnellate di immondizia prodotte sono in aumento: 20 chili in più a testa negli ultimi due anni. «Siamo già a 750mila tonnellate annue ed entro il 2011 cresceremo di altri 600mila. Con l´umido esteso a tutti potremmo far salire del 7 per cento la quantità di differenziata», spiega Cadeo. Che, però, torna ad avvertire: «È necessario costruire anche un altro termovalorizzatore». E la sua è un´accusa rivolta soprattutto a Palazzo Isimbardi: «Una classe politica matura dovrebbe saper decidere: invece si è perduto tempo senza dare una risposta a un problema reale». Si riparte, quindi. Con un servizio che al Comune costerà 150mila euro. Per far salire la quota di rifiuti differenziati che oggi si attesta intorno al 35%: una quota che, dal 2002 a oggi, cresce dell´1,3% all´anno. Le zone che per prime dovranno dividere non solo plastica, vetro, lattine e carta, ma anche gli avanzi di cibo, non sono state scelte a caso, come spiega il presidente di Amsa, Sergio Galimberti: «Rappresenteranno un campione statistico, studiato per coinvolgere un numero di persone adeguato, ma anche diverse tipologie, dal grosso condominio alle villette». Fondamentale sarà la comunicazione, per non incorrere negli stessi problemi del ?95-?96, quando i milanesi "contaminavano" l´organico con altri materiali: «Per essere riutilizzato l´umido deve essere di qualità e i milanesi dovranno imparare a dividere i rifiuti correttamente». Ma dove finirà il contenuto di queste speciali pattumiere? «Inizialmente - dice Galimberti - in impianti di compostaggio di tipo tradizionale, ma il nostro progetto, che speriamo di realizzare nei prossimi due anni, è di costruire fuori da Milano un impianto "dedicato" capace di gestire 150mila tonnellate all´anno di umido». Con un duplice intento: trasformare i rifiuti organici in concime ma anche in gas che servirebbe, aggiunge Cadeo, «per riscaldare circa 10mila persone». Ma la differenziata, per Palazzo Marino, non basterà a risolvere le necessità future di smaltimento. Per questo l´assessore torna a insistere sulla necessità di un secondo termovalorizzatore, «e non per fare business: gli impianti si costruiscono dove servono e con le dimensioni adeguate. Con la tecnologia che abbiamo a disposizione, poi, oggi sono sicuri. Purtroppo, invece, in questi anni si è fatta troppa disinformazione creando un circolo vizioso. La politica dovrebbe farsi un esame di coscienza: con la demagogia non si prendono decisioni». E rivolge un invito alle altre istituzioni: «Torniamo a lavorare per trovare insieme una soluzione».







