Province: Saitta al Partito Democratico, partiamo dal programma per riformare il paese
"Un programma elettorale chiaro e da me condiviso, che sui costi della politica e il ruolo delle Province diceva parole nette: Eliminazione, entro un anno, di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Eliminazione delle Province là dove si costituiscono le Città Metropolitane" ha dichiarato il 7 luglio 2011 Antonio Saitta, vice presidente vicario dell’Upi e presidente della Provincia di Torino
13 July, 2011
“Un programma elettorale chiaro e da me condiviso, che sui costi della politica e il ruolo delle Province diceva parole nette: Eliminazione, entro un anno, di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Eliminazione delle Province là dove si costituiscono le Città Metropolitane.(dal Programma di Governo)”. E' quanto ha dichiarato Antonio Saitta, vice presidente vicario dell’Upi e presidente della Provincia di Torino
“Ho seguito con grande interesse il dibattito che si è aperto all’interno del gruppo parlamentare del mio Partito in merito alla Proposta di legge presentata dall’Italia dei valori sulla soppressione delle Province. Confesso che mi sarei aspettato, da parte di molti parlamentari eletti nel 2008 nelle liste del Partito Democratico, maggiori aderenza al programma elettorale con il quale il partito si candidò a governare il nostro Paese”. A dichiararlo è il vice presidente vicario dell’Upi, Antonio Saitta (PD), presidente della Provincia di Torino.
“Un programma elettorale chiaro e da me condiviso, che sui costi della politica e il ruolo delle Province diceva parole nette: Eliminazione, entro un anno, di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Eliminazione delle Province là dove si costituiscono le Città Metropolitane.(dal Programma di Governo)”.
“Il testo presentato all’Assemblea nazionale del Partito Democratico del 25 febbraio del 2008 mi sembra, ancor oggi, un ottimo spunto per razionalizzare la macchina dello Stato e contenere i costi della politica rapportandoli sempre più a quelli europei. Giustamente quando ci candidammo a governare l’Italia nel 2008 non considerammo possibile eliminare i livelli di governo intermedi del territorio previsti nella nostra Costituzione e operativi in qualsiasi altro Paese europeo.”
“Oggi, anche rispetto al nostro programma elettorale, possiamo fare un passo in avanti. E’ infatti obiettivo del Partito Democratico riformare profondamente il sistema pubblico del nostro Paese, anche a partire dalle Province, per renderlo finalmente efficiente e competitivo, senza chiuderci ognuno a difesa del livello di governo che si rappresenta. Per questo , come hanno fatto Bersani e Franceschini, si può lavorare sulla riduzione del numero delle Province, sull’eliminazione degli enti strumentali inutili e sulla realizzazione delle Città metropolitane. Come, del resto, appare chiaro nella proposta di legge che il Partito Democratico ha presentato il 21 giugno scorso ‘Modifica all'articolo 133 della Costituzione, in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province”.







