Domeniche a piedi in primavera per le maratone e il Giro d'Italia
da La Repubblica del 4 novembre 2011
04 November, 2011
di Ilaria Carra
Saranno sempre a piedi. Ma invece che “antismog”, vista l’inefficacia ormai certificata, diventeranno giornate ambientali, pure educative, nel senso di incoraggiare la gente a godersi la città. La prossima sarà il 20, motori spenti dalle 10 alle 18 a Milano e in alcune città dell’hinterland. Poi, però, per l’inverno basta: si salterà non solo dicembre, come già annunciato per non intralciare gli affari natalizi, ma gennaio e febbraio a causa del clima, poco adatto a godersi la città. Se ne riparlerà in primavera: da marzo sono tre le ecogiornate già decise, in coincidenza con maratone e Giro d’Italia. Intanto si saprà oggi se da domani, raggiunto il settimo giorno di Pm10 oltre i limiti (evento molto probabile), scatterà il blocco in città per i mezzi più inquinanti.
A Palazzo Marino c’è stato l’incontro con i sindaci dell’hinterland di prima fascia, una trentina: sul piatto l’adesione al pacchetto di domeniche a piedi. Oltre al 20 novembre, il 25 marzo (in concomitanza con la Stramilano), il 15 aprile (Milano City Marathon) e il 27 maggio (tappa finale del Giro). Nei prossimi giorni si saprà con precisione quali Comuni seguiranno Milano nello stop al traffico; già oggi Palazzo Marino invierà nell’hinterland i moduli di adesione da restituire entro una settimana. Un’idea di massima sulla partecipazione già c’è: circa una metà aderirà tra cui Corsico,
Bresso, Settimo, Cologno, Rho, Pero, Vimodrone, Cormano. E Cinisello Balsamo, con il sindaco Daniela Gasparini, di centrosinistra, che spiega il suo sì: «Non è una misura d’emergenza, ma serve a creare la cultura del mezzo pubblico e l’uso della città più slow».
Sul fronte opposto hanno subito declinato l’invito Pieve Emanuele, Basiglio (per il sindaco Marco Flavio Cirillo, di centrodestra, «è solo ideologia: il provvedimento non serve a niente se non a penalizzare i cittadini e a far cassa»). No anche da San Donato: «Non serve se prima non si aumentano i servizi e non si fa il biglietto unico dei mezzi» osserva Mario Dompè, centrodestra. Segrate non ferma le auto «perché ho quattro provinciali che mi scorrono intorno e sarebbe inutile», dice Adriano Alessandrini, sindaco Pdl di Segrate, ma «ideologicamente aderiamo: se ci saranno iniziative comuni in quelle giornate ci saremo». Fa polemica, invece, il neoassessore provinciale all’Ambiente, Cristina Stancari: «Milano non può decidere da sola con i Comuni di prima fascia, bisogna coinvolgere tutto il territorio».
Nei prossimi giorni Palazzo Marino stilerà un’agenda unica di eventi per domenica 20. Per l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, «il sostanziale accordo sulle domeniche è stato trovato con quasi tutti i Comuni: è la prima tappa per un ragionamento sulla mobilità sostenibile nell’area metropolitana. Ci incontreremo periodicamente per affrontare temi importanti come il piano urbano della mobilità». Per Andrea Poggio, Legambiente, parlare di domeniche educative «è un po’ troppo, ne sappiamo già abbastanza: siano piuttosto un’occasione di socialità. Certo, forse sarebbe stato bene iniziare da gennaio per non fare una misura a intermittenza».
A Milano mercoledì si è raggiunto il sesto giorno di smog oltre i limiti: al Verziere Pm10 a quota 101 microgrammi contro i 50 di soglia. È molto probabile, prevede l’Arpa, che quello di ieri sia stato il settimo giorno fuorilegge: se così sarà, da domani i mezzi più inquinanti (benzina Euro 0 e diesel Euro 0,1 e 2, e moto a due tempi Euro 1) non potranno circolare in città 24 ore su 24.







