Adesso bisogna fissare regole certe
da La Repubblica del 10 dicembre 2011
11 December, 2011
di Filippo Azimonti
Due giorni di blocco del traffico hanno dimostrato quel che dovevano dimostrare. Non sono serviti ad abbattere gli inquinanti nell´aria, a confermare che nella lotta allo smog non esistono soluzioni miracolistiche che spazzino in poche ore cumuli di polveri.
E sono serviti anche a testare la rete del trasporto pubblico milanese che, malgrado gli allarmi che avevano convinto Giuliano Pisapia a ritirare l´ordinanza che avrebbe dovuto fermare le auto già una settimana fa, ha dimostrato di poter reggere un aumento di passeggeri stimato nel 30 per cento. Ha dimostrato anche, ed è una constatazione amara, che se Milano vuole fare qualcosa sarà costretta a fare da sola: la Regione è, ancora una volta, restata a guardare, la Provincia si è ben guardata dall´esaminare misure per ridurre il traffico sulle "sue strade" e il coordinamento fra i comuni della provincia si è dimostrato un´inutile palestra per sindaci più preoccupati del consenso che della salute dei propri cittadini. Che, viceversa, a Milano di fronte all´emergenza, si sono comportati con grande senso della responsabilità. Senza entusiasmi, certo, ma dimostrandosi capaci di organizzare i propri spostamenti anche nella nuova situazione. Dunque è possibile bloccare il traffico senza che la città tracolli. Certo, per farlo bisogna avere nervi saldissimi pronti a contrastare un´accanita opposizione nella quale militano i tecnici che ignorano quanto il mancato blocco avrebbe potuto far ulteriormente salire la concentrazione dei veleni, i rappresentanti delle attività produttive convinti che esista una relazione diretta fra mobilità e commercio, perfino i tassisti che hanno improvvisato uno sciopero per ragioni di categoria proprio nel giorno più difficile del trasporto cittadino. E, più in generale, un´opinione ben radicata nella collettività di cui si fa a ogni occasione autorevole interprete il presidente Guido Podestà convinto che il diritto dei cittadini a spostarsi non debba sostanzialmente essere messo in discussione e che, confidando in una situazione meteo più favorevole, ha già convocato per mercoledì un "tavolo dei sindaci" anticipando che «la diminuzione dei valori di Pm10 non suggerisce la riproposizione a partire da lunedì prossimo, dell´ordinanza assunta lo scorso 30 novembre».
Quel che è necessario fare è fissare regole certe così che i cittadini sappiano quando e con quali modalità scatteranno le restrizioni senza attendere le notti in cui si "aggiornano" le ordinanze. E all´interno di questo perimetro iscrivere tutto quanto è necessario, o possibile, per contenere i disagi. Per esempio, considerare se nei giorni di stop non sia possibile utilizzare un giornaliero Atm scontato, prolungare i tempi di utilizzo del bike sharing, abbassare i prezzi del car sharing, considerare le esperienze di car pooling, riservare aree alla sosta dei pendolari in ingresso in città visto che nell´emergenza se ne è potuta verificare l´insufficienza. E, soprattutto, premere sulla Regione perché acceleri la messa in atto di interventi sempre annunciati ma praticati con grande economia. E i tempi sono stretti: faremmo male a non accorgerci dell´inquinamento natalizio, ma gennaio e febbraio sono mesi "nerissimi", le danze della pioggia servono a poco e le domeniche ecologiche ancora troppo lontane.







