Il coraggio di decidere
da La Repubblica del 12 dicembre 2011
12 December, 2011
di Roberto Rho
Non era facile decidere il blocco totale del traffico nel bel mezzo del ponte di Sant´Ambrogio, in pieno shopping prenatalizio. Non era facile sfidare il meteo, l´ira dei commercianti, gli strilli scomposti di un´opposizione sgangherata e senza memoria. Giuliano Pisapia si è assunto la responsabilità e l´onere di una scelta impopolare, eppure necessaria. Ha avuto il coraggio di affrontare l´emergenza di 23 giorni di sfondamento dei limiti massimi di concentrazione delle polveri sottili con un provvedimento straordinario. Straordinario, non miracoloso, e di ciò erano perfettamente consapevoli tutti coloro che hanno interesse ad affrontare un problema serio come quello dell´inquinamento dell´aria senza il pregiudizio dell´ideologia o della difesa di linee di partito o lobby di potere. Si capiscono le proteste legittime dei commercianti - sicuramente penalizzati, probabilmente meno di quanto dicano le percentuali di mancati incassi servite ai media ancor prima che cominciasse il blocco del traffico - si capiscono meno, e comunque non valgono più della carta su cui sono scritti, gli schiamazzi di Podestà, De Corato, Gallera, La Russa (figlio)...
Al netto del fatto che senza il blocco del traffico le concentrazioni di polveri sottili e degli altri inquinanti, altrettanto pericolosi per la salute, sarebbero state certamente superiori a quelle registrate dall´Arpa; assodato (non da oggi) che non esiste un provvedimento che da solo sia risolutivo; e che il traffico non è l´unica fonte dell´inquinamento dell´aria; la domanda è se, di fronte all´emergenza, un sindaco abbia o no il dovere di adottare misure straordinarie a tutela della salute dei cittadini. O se, come ha fatto spesso in passato e anche in questa occasione avrebbe fatto la giunta di centrodestra, il sindaco deve limitarsi ad aspettare il vento o la pioggia, che come si è visto hanno regalato alla città una sola giornata di sollievo. Se la stella polare è l´interesse generale, e non può che essere così, il coraggio di Pisapia va apprezzato. Così come va apprezzata la risposta della città, che ha sopportato con pazienza i disagi, così come va apprezzato lo sforzo dell´Atm di ridurre al minimo i fastidi per gli utenti dei mezzi pubblici.
Ora però l´amministrazione cittadina ha il dovere di scrivere una volta per tutte regole chiare per le situazioni di emergenza, che si ripeteranno certamente in inverno, in modo da evitare gli stop and go che generano confusione e sottraggono credibilità agli interventi antismog. E soprattutto di mettere finalmente a punto un piano di mobilità sostenibile compatibile con le risorse economiche a disposizione e con le concrete possibilità di realizzarlo in tempi ragionevoli. Non si può non cominciare dal rafforzamento del trasporto pubblico, che è la premessa necessaria per tutto il resto (a ciò vanno ermeticamente vincolati gli introiti di Area C). E da un´azione "culturale" capillare e profonda: se vuole respirare, se non vuole collassare alla prossima emergenza, se si vuole evitare che i legittimi interessi economici dei commercianti siano penalizzati ad ogni stazionamento dell´anticiclone sulla Pianura Padana, Milano deve familiarizzare con l´idea che in città ci si muove con i mezzi pubblici. I risultati del referendum del giugno scorso, la compostezza dei cittadini durante le domeniche a piedi e i blocchi dei giorni scorsi, dimostrano che non si parte da zero.







