I medici: è emergenza sanitaria il nemico si chiama black carbon
da La Repubblica del 15 dicembre 2011
15 December, 2011
di Teresa Monestiroli
Nel caos dei provvedimenti antismog che in questi giorni stanno mandando in tilt politici e amministratori, generando confusione tra gli automobilisti, una cosa è certa: ventinove giorni di polveri sottili alle stelle in un mese sono un´emergenza sanitaria. Questa volta lo dice perfino l´assessore regionale alla Salute.
In un mese di emergenza, mentre Comune e Provincia cercano (invano) soluzioni condivise, fanno e disfano iniziative per intervenire drasticamente sull´inquinamento, la Regione tace. Fino a ieri quando Luciano Bresciani, assessore alla Salute, si smarca dalla linea del presidente Formigoni e dichiara: «Vedo aumentare i ricoveri ospedalieri e sono preoccupato per la salute dei cittadini». L´allarme c´è, dunque, e lo conferma perfino l´assessore durante una commissione consiliare al Pirellone. «Non sono d´accordo con l´interruzione del traffico ma bisogna capire cosa sia utile alla salute sulla base delle evidenze - spiega - Io sono preoccupato per il peggioramento della salute dei cittadini. Il problema non è il commercio, ma il danno provocato dallo smog».
Lo dicono anche gli specialisti che lavorano nei pronto soccorso dei grandi ospedali milanesi, così come i medici di famiglia che nelle ultime settimane hanno registrato un picco di patologie asmatiche e allergiche. Stefano Nobili, della Federazione italiana medici di medicina generale, racconta che nel suo studio «il numero dei pazienti visitati per questo genere di disturbi è aumentato del 20 per cento. È difficile dire che siano dovuti allo smog che respiriamo, ma è molto verosimile che un legame ci sia. Tanto che sono sempre di più le famiglie che si occupano del problema, chiedendo informazioni e consigli su come tutelare la salute, sia dei bambini che degli anziani».
Il nesso, in verità, per molti studiosi c´è. Per la Società italiana di medicina generale il vero nemico dei polmoni si chiama black carbon, la componente più nociva del Pm10, che irrita le vie respiratorie e infiamma i bronchi. Una recente ricerca ha dimostrato che la concentrazione di questa sostanza è legata direttamente al traffico automobilistico: i dati raccolti nelle due giornate di blocco del 30 gennaio e 6 febbraio scorsi, infatti, dicono che il black carbon in quei due giorni si è dimezzato. «È una nanopolvere che ha una massa impalpabile e quindi incide pochissimo sul valore del Pm10» spiega Giovanni Invernizzi, responsabile del laboratorio di ricerca ambientale della Simg, che aggiunge: «Le ricerche dimostrano che in occasione di blocchi del traffico, anche se il Pm10 non scende sensibilmente, il black carbon si dimezza e quindi si ottengono ottimi risultati per la salute dei cittadini». Un´indagine realizzata nel 2010 sugli effetti di Ecopass ha messo in luce che in piazza Duomo il black carbon è inferiore del 60 per cento rispetto a corso Buenos Aires: «Nonostante siano distanti appena un chilometro, è stato provato che la presenza delle nanopolveri è molto inferiore là dove non circolano le auto» sottolinea Invernizzi.
«Le evidenze scientifiche sui danni dell´inquinamento alla salute ci sono eccome - dice il professor Stefano Centanni, pneumologo dell´ospedale San Paolo - In questi giorni di emergenza smog stiamo vedendo non tanto un aumento di bronchiti, ma bronchiti acute che prolungano molto la sintomatologia con tosse che va avanti per giorni. Inoltre quest´aria aggrava malattie serie come la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva, di solito dovuta alle sigarette».
Afflusso al pronto soccorso maggiore del solito anche alla Macedonio Melloni. Alessandro Fiocchi, primario di pediatria, spiega: «Negli ultimi quindici giorni c´è stato un evidente aumento di ricoveri e tra le varie patologie ci sono molte bronchiti asmatiche, la classica malattia dei bambini che vivono a Milano. Da due giorni registriamo anche i primi casi di bronchiolite, un disturbo stagionale che colpisce quando le vie respiratorie sono molto irritate».







