Una task force per punire chi inquina di più
da La Repubblica del 25.02.09
26 February, 2009
di Stefano Rossi
Accordo Formigoni Moratti per intensificare i controlli ma gli altri sindaci lombardi respingono le accuse del Governatore di scarsa vigilanza sulle emissioni: "Noi facciamo già il massimo"
Detto, fatto. Con lo smog che non dà tregua, il presidente della Regione, Roberto Formigoni e il sindaco Letizia Moratti hanno concordato il potenziamento dei controlli sui veicoli più inquinanti, ai quali il Pirellone ha imposto il divieto di circolazione da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30, fino al 15 aprile e con multe salate, 78 euro.
La Regione fornirà ai vigili urbani di Milano personale e opacimetri (gli strumenti per misurare le emissioni) per la verifica dei gas di scarico degli automezzi. Si parte subito, già oggi, con l’aumento delle pattuglie in servizio.
Il provvedimento giunge in un momento critico. I dati di martedì diffusi ieri hanno visto il Pm10 in città superare (204 in via Senato) o sfiorare (189 al Verziere) la soglia psicologica dei 200 microgrammi per metro cubo d’aria. È quattro volte il limite. Il record a Trezzo (208 microgrammi) ma anche Cassano (201) e Rivolta d’Adda (196) hanno toccato valori elevatissimi.
La statistica aggiornata a martedì vede Brescia con 40 giorni di sforamento delle polveri, seguita da Sondrio (39) e Milano (37), contro i 35 giorni consentiti nell’anno. Le previsioni sono di bel tempo, quindi di ristagno del Pm10. Gli ambientalisti chiedono a Milano di estendere l’Ecopass e alla Regione di fermare i mezzi commerciali senza filtri antiparticolato come in Germania, Svizzera, Austria, Francia e a Londra.
La Regione ha risposto ieri con l’intesa con Milano sull’i ntensificazione dei controlli. Appena il giorno prima, Formigoni aveva scritto ai 210 sindaci della zona critica invitandoli a darsi da fare con gli scarichi delle auto e le emissioni degli impianti di riscadamento. Appello che i Comuni lombardi — di centrodestra e di centrosinistra — respingono cortesemente al mittente.
Dice a Brescia l’assessore all’Ambiente, Paola Vilardi (Fi): «Davanti a Formigoni mi metto sull’attenti ma gli rispondo che andiamo perfino oltre il dovuto. Brescia aggiunge il suo contributo a quelli regionali e statali per il passaggio all’auto a metano». Il suo collega di Varese, Luigi Federiconi di An, giura di avere anticipato il governatore: «Già da due anni verifichiamo i riscaldamenti. E lavoro per coinvolgere i Comuni attorno a Varese in blocchi allargati della circolazione quando l’inquinamento sale. Formigoni, almeno con noi, sbaglia bersaglio». A Monza il sindaco leghista Marco Mariani punta sui mezzi pubblici: «Dipendesse da me, ci spenderei il 95% dei fondi per l’Expo. I controlli prescritti da Formigoni li facciamo ma non è lì il punto, la chiave è sempre il federalismo fiscale. Solo per sistemare le strade ci servirebbero 500 milioni».
Gli amministratori di centrosinistra non sono più concilianti con il governatore. Il sindaco di Cremona Gian Carlo Corada (Pd) chiede che «la Regione chiuda al traffico, domenica prossima, tutta la Lombardia meridionale fra Cremona, Mantova, Lodi e Pavia e che prenda provvedimenti d’accordo con Emilia, Veneto e Piemonte. Noi abbiamo speso un milione per i semafori intelligenti sulla circonvallazione, dove passano 24.000 auto al giorno, tagliando del 15% le emissioni. Compriamo 5 nuovi bus a metano, che sono cari. Il trasporto urbano dovrebbe metanizzarlo la Regione però Formigoni dice molte cose giuste ma passa dalle parole ai fatti».
A Lodi il sindaco del centrosinistra Lorenzo Guerini dice «grazie» al governatore, «ma le disposizioni regionali le applichiamo già. È più difficile, piuttosto, fare politiche serie contro l’i nquinamento quando le risorse per il trasporto pubblico diminuiscono a livello nazionale e regionale». Infine Bergamo, anch’ essa governata dal centrosinistra, con l’assessore all’Ambiente Fausto Amorino: «Formigoni ci richiama per dire che la colpa non è sua, eppure a Bergamo solo il 10% degli automobilisti sgarra, a Milano sono il 35. Il 2009 per noi è l’anno migliore degli ultimi cinque: finora 20 giorni di sforamento contro i 28 del 2008 e i 38 del 2007, e 18 giorni consecutivi senza uscire dalle soglie, mai successo. Nel 2008 siamo stati sotto la media annuale dei 40 microgrammi di Pm10. Come altre città, ma non Milano».







