Il sindaco di Grugliasco: “Un evento normale senza nessun rischio per i cittadini”
Marcello Mazzù Sindaco di Grugliasco - da La Stampa del 31.01.2012
31 January, 2012
Il sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù non crede di aver fatto nulla di particolare tenendo aperte le scuole della sua città.
Perché, sindaco?
«È un sevizio essenziale e lo si chiude solo se ci sono emergenze. Ad esempio, non ce la siamo sentita di tenere aperte le scuole durante l’ultima alluvione di novembre, quando era scattato l’allarme della Protezione civile. Però, anche quella volta, con il senno di poi, non era proprio il caso».
E questa nevicata?
«Un evento normale, che abbiamo seguito e monitorato passo passo da domenica. Pulendo le strade, gli accessi alle scuole e anche i posteggi, persino quello dell’istituto Vittorini, che non è di nostra competenza. Insomma, non c’era allarme di sorta».
Come mai allora Torino ha tenuto tutto chiuso?
«I problemi di Torino sono, in sintesi, due: da un lato l’estensione, non di certo paragonabile a Grugliasco, che io riuscivo a girare e monitorare di persona; dall’altro la zona collinare, non così facile da gestire».
Insomma non siete più bravi del capoluogo?
«Ma no, abbiamo solo un sistema collaudato. Poi, lo ripeto, io, Silvana Accossato e Franco Dessì, sindaci di Collegno e Rivoli, non volevamo creare un problema ai nostri cittadini, che avrebbero dovuto trovare all’ultimo minuto una baby-sitter o un nonno disponibile. Oppure perdere ore di lavoro. In questo momento di crisi non è proprio il caso».
E ha funzionato tutto bene?
«Certo. Ho sentito i dirigenti scolastici: l’afflusso è stato regolare e non ci sono state polemiche. Anzi, su Internet abbiamo ricevuto il “grazie” di molti. Anche se noi domenica abbiamo avuto un disguido con il sito del Comune e abbiamo dovuto informare con sms e telefonate».
Quindi tutti entusiasti?
«Proprio tutti no».
E chi non lo era?
«Gli studenti delle superiori mi hanno pregato per ore di tenere
chiuso. Quando hanno scoperto che le scuole erano aperte mi hanno
mandato, goliardicamente, a stendere».







