Fare Ambiente:
"La citazione di Assobioplastiche è un tentativo di intimidazione. Le buste di mais dilapidano risorse destinate all’alimentazione" Fare Ambiente replica così all'annunciata querela di Assobioplastiche in riferimento alla Lettera aperta pubblicata su il giornale il 30 dicembre 2011
02 March, 2012
«Il maldestro tentativo di intimidazione con il quale Assobioplastiche, rappresentato da Marco Versari, tra l’altro azionista di Mater –Bi, indica che siamo sulla strada giusta. In questi casi il nostro impegno civico per una giusta causa ci impone di raddoppiare invece di lasciare; la nostra scelta è la meno comoda, non disponendo delle risorse di cui dispone Novamont, ma di sicuro la più giusta», lo ha dichiarato Vincenzo Pepe, presidente nazionale di Fareambiente.
«Non entrando nel merito dell’aspetto legale, che stiamo pensando di assegnare ad un pool di giovani avvocati, essendo davvero pretestuose le richieste, la nostra strategia del “raddoppio” si concretizzerà nelle prossime settimane nella divulgazione di evidenti criticità della scelta del governo, sollecitato da qualche politico “più o meno interessato” », ha continuato Pepe.
«Nessuno potrà mai smentire che produrre sacchetti di plastica per l’asporto delle merci alimentari, utilizzando il mais, è un vergognoso atto contro l’ambiente, perché riteniamo “non ecosostenibile” dilapidare importanti risorse alimentari per trasformarle in plastica; e nessuno potrà smentire che sono migliaia le aziende a rischio, con la conseguente perdita di un gran numero di posti di lavoro, se dovesse andare in porto l’iniziativa del governo; come nessuno potrà smentire che è tuttora pendente un procedimento di infrazione dell’Unione Europea contro l’Italia proprio per l’azione disinvolta con la quale il nostro paese introdusse analogo divieto a far data dal 1 gennaio 2011», ha precisato Pepe.
«Nei prossimi giorni depositeremo presso gli organi competenti europei, esposto contro l’iniziativa legislativa dell’Italia, perché la norma in discussione viola le più banali norme del diritto comunitario. Su questo e sulla campagna di disinformazione finalizzata a distorcere il mercato ed a trarre in errore il mondo della politica, invece sta lavorando un pool di prestigiosi avvocati», ha concluso Pepe.
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