Salvi metropolitana e bus. Accordo Comune-Regione
Sarà meno drastico il taglio dei finanziamenti per il trasporto pubblico. Ma sarà ridotta la frequenza dei tram. In futuro in alcune zone della città il Passante e linee Gtt dovranno incrociarsi. Saitta non ci sta "Il Tar ci ha dato ragione: non è ammissibile la diminuzione dei fondi" - da La Repubblica del 28.03.2012
28 March, 2012
E´ quasi fatta per l´accordo tra Comune e Regione per i fondi al trasporto pubblico, mentre resta il muro contro muro tra la giunta Cota e l´amministrazione provinciale. Ieri il presidente della Regione Piemonte e il sindaco Piero Fassino hanno praticamente chiuso la trattativa sui tagli alle risorse per autobus e metropolitana cittadina: salva l´apertura serale della metropolitana torinese e gran parte delle linee cittadine. La proposta messa sul tavolo da Piazza Castello prevede un taglio delle risorse del 10 per cento per il 2012 e del 15 per il 2013, mentre l´ipotesi iniziale prevedeva invece una riduzione del 17 per cento quest´anno e del 23 il prossimo. Il Comune vorrebbe, solo per il 2012, fermare i tagli al 9 per cento, per poter contare su circa 5 milioni di euro in più.
«Balla l´1 per cento - spiega il presidente Roberto Cota - ma stiamo cercando la soluzione: non vogliamo fare la guerra a nessuno, ma non possiamo stampare i soldi». Un riferimento, nemmeno troppo velato, alla posizione che invece continua a mantenere il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, che ieri ha ribadito a Cota : «Il Tar ci ha dato ragione e ci dovete dare i soldi». Saitta ha rifiutato la proposta della Regione e non intende rinunciare ai ricorsi, forte anche dell´appoggio delle aziende di trasporto con cui ha firmato i contratti di servizio, sulla base delle risorse annunciate e poi tagliate. Secondo Saitta in Regione «vige la logica metropolitana, ma le esigenze della città sono diverse da quelle della Provincia che deve collegare molti luoghi, magari poco usati, ma essenziali a garantire un servizio».
Tutt´altro clima si respira invece sul «fronte torinese». «E´ un buon risultato - commenta il sindaco di Piero Fassino - perché ci consente di mantenere lo stesso servizio e mantenere tutti gli attuali posti di lavoro». Con i tagli prefigurati in un primo momento, infatti, avrebbero perso il posto 220 autisti e 180 addetti dell´indotto. Se fosse passata la linea dura, poi, sarebbe sparita dalla mappa dei mezzi pubblici torinese una linea su 5, ovvero 10 milioni di chilometri, con il rischio concreto della chiusura della metropolitana alle 21. Non succederà: ora la manovra dovrebbe toccare meno di 6 milioni di chilometri, ma in Comune contano di lavorare sulle frequenze dei mezzi pubblici, senza ridurre i servizi. «Non sarà un´operazione indolore» ammette l´assessore alla Mobilità Claudio Lubatti. Un metro di paragone è la mini rivoluzione dello scorso dicembre, quando sono stati tagliati 1 milione 700 mila chilometri su 23 linee. La parola chiave è riorganizzare: oggi tutte le linee partono dalla periferia e portano in centro. Da domani tecnici del Comune, con esperti del Politecnico e consulenti esterni, dovranno ristrutturare passaggi, fermate e capolinea. «Ci saranno dei punti interscambio - spiega Lubatti - dove si incroceranno le future linee di trasporto locale con gli assi principali di trasporto urbano, la linea 4, il futuro passante, la metropolitana». I nodi saranno quattro: nella zona nord della città ci sarà un «punto di raccolta» alla stazione di Stura, a ovest in zona Venchi Unica e al capolinea della metropolitana a Fermi, a Torino sud nella zona di piazzale Caio Mario e piazza Bengasi. Ancora da collocare quello nella zona est, a ridosso della collina: «Valuteremo la soluzione più comoda e più funzionale» precisa Lubatti.
(mc.g.)







