“Il Freccia Rossa si fermi alla Fiera”
L’ad di Ventana: “Porta Susa è a 40 minuti dal polo di Rho, Torino potrebbe ospitare espositori e clienti Trenitalia ha detto di no alla proposta, se non cambiano idea nel 2013 lanceremo una linea charter” - da La Stampa del 02.04.2012
03 April, 2012
Andrea Rossi
Un romano che voglia visitare Fiera Milano - il maxi centro espositivo di Rho, alle porte del capoluogo lombardo, che ospita i principali avvenimenti del settore fieristico, 70 all’anno - può comodamente salire su un Frecciarossa a Termini e scendere a due passi dai padiglioni. Privilegio concesso anche a un fiorentino o a un bolognese. Non a un torinese. I treni veloci che partono da Torino, in occasione delle grandi fiere, a Rho non fermano. A fine aprile, per dire, è in programma il Salone del mobile, un appuntamento che richiama 3-400 mila visitatori. E al danno per i torinesi costretti a prendere l’auto, o sorbirsi un’ora di treno fino a Milano e poi almeno mezz’ora di metrò - c’è la beffa per gli albergatori: clienti ed espositori della Fiera dormono a Milano, ma da qualche tempo anche a Bologna. Non a Torino, che pure da Rho disterebbe appena quaranta minuti, mentre per arrivare in Emilia ci vuole un’ora e un quarto. Un assurdo cui Luca Tonelli, l’amministratore delegato di Ventana - società che opera nel campo del turismo d’affari e da quattro anni gestisce il servizio ospitalità per espositori e clienti di Fiera Milano - sta cercando di rimediare.
Tonelli, perché Bologna sì e Torino no?
«Decisione di Trenitalia. A noi Torino farebbe comodo, eccome: la città è vicina e dispone di strutture d’accoglienza adeguate. Il nostro obiettivo, da quando ci occupiamo del servizio di ospitality ufficiale di Fiera Milano, è incrementare l’accessibilità al sistema fieristico. Un anno fa abbiamo avviato un’opera di moral suasion su Trenitalia perché prevedesse fermate straordinarie dei Frecciarossa a Rho durante le grandi manifestazioni. Finora abbiamo ottenuto una vittoria a metà».
Perché a metà?
«Perché siamo riusciti a connettere il Sud Italia ma non la metropoli più vicina a Milano».
Insomma, Roma, sì ma Torino no?
«Proprio così. Per incentivare queste soluzioni Ventana ha siglato un accordo che garantisce sconti del 30 per cento per chi visita la Fiera arrivando con l’alta velocità anziché con mezzi propri. Avevamo chiesto che la stessa intesa valesse per i convogli in partenza da Torino tra le sette e le otto del mattino. Ci hanno risposto picche».
«Per quale motivo?
«Ragioni tecniche: ci sarebbe il rischio di congestionare la rete, senza contare che i treni partono da Torino già pieni e non sopporterebbero il carico di ulteriori passeggeri».
Niente da fare, dunque?
«Abbiamo avanzato una controproposta: aumentare la capacità dei Frecciarossa. È interesse di molti operatori economici. Ventana aveva anche messo a punto un pacchetto per le grandi manifestazioni, con contratti che prevedono treno Torino-Milano più pernottamento a Torino a 150 euro. Non abbiamo potuto emettere l’offerta perché non ci hanno messo a disposizione i treni. Il sistema alberghiero, invece, era più che disponibile. I prezzi degli hotel a Milano sono superiori, l’offerta torinese sarebbe stata molto competitiva. Invece, per ora, se ne è avvantaggiata solo Bologna».
Qualche spiraglio per il futuro?
«Trenitalia ci ha proposto di affittare treni charter, esclusivi. Per ora abbiamo declinato. Ma nel 2013 partiremo con questo servizio. Io spero ancora che Trenitalia cambi idea. Altrimenti provvederemo con treni speciali. Sono convinto che Torino, per il sistema milanese, sia un polmone fondamentale. E lo sarà a maggior ragione con l’Expo 2015. Gli accordi sottoscritti in questi mesi rappresentano - sotto il profilo dell’accoglienza - il primo nucleo operativo di investimenti del piano per il 2015. Che non potrà essere ristretto solo all’area metropolitana milanese, ma alle città collegate da grandi vettori: Bologna e Torino». Treni permettendo.







