“L’inceneritore di Parma? Il Comune non decide da solo”
L’ad di Iren Garbati: non sono allarmato, le alternative sono meno vantaggiose - da La Stampa del 28.05.2012
31 May, 2012
Maurizio Tropeano
Edipower è una grande occasione per contribuire all’ottimizzazione del sistema energetico nazionale, ma è altrettanto vero che la nostra è un unione di interesse sulla base di un progetto industriale che si completerà quando sarà conseguito l’obiettivo di ridare competitività alla società, consentendole di essere parte dei futuri progetti di grandi aggregazioni». Così Roberto Garbati, amministratore delegato di Iren e neo presidente di Edipower, indica gli obiettivi della società controllata da A2A (56%) e Iren (21%).
Ingegner Garbati, sta parlando della nascita della multiutility del Nord?
«Siamo nel campo delle ipotesi, le scelte le fanno gli azionisti. In base alla mia esperienza è necessario lavorare ad aggregazioni complete e non solo sul singolo business. Edipower potrebbe essere la palestra di questo progetto, ma oggi non è facile trovare partner industriali. In ogni caso deve essere una scelta unitaria degli azionisti».
E se le strategie non fossero univoche?
«I soci potranno considerare la possibilità di uscire da Edipower con una parte di impianti corrispondenti al valore azionario».
Il sindaco 5 Stelle Federico Pizzarotti e Beppe Grillo hanno annunciato la fine dell’inceneritore di Parma che sta costruendo Iren. Come andrà a finire?
«Siamo preoccupati, ma se si guarda la questione in modo razionale e a quali strumenti possono essere messi in atto per tornare indietro allora posso dire che non siamo allarmati. Ci sono autorizzazioni finali che spettano al Comune e altre alla Provincia: in queste valutazioni si analizzeranno anche le altre questioni in gioco, non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche il progetto di realizzare una rete di teleriscaldamento. Senza dimenticare il rischio di perdere dei posti di lavoro. Portare i rifiuti nei paesi del Nord per farli bruciare a caro prezzo non è economicamente vantaggioso».
Con Edipower che cosa cambia sul mercato?
«A2A ed Iren posseggono impianti dello stesso tipo e vantano un importante know how nel settore della produzione di energia elettrica e in quello della co-generazione abbinata al teleriscaldamento. L’obiettivo del nuovo management è puntare al contenimento dei costi: una sfida da vincere in breve tempo».
Quale sarà il ruolo di A2A ed Iren?
«I due soci svolgeranno anche il ruolo di toller: pagheranno ad Edipower l’uso degli impianti, provvedendo alla fornitura del combustibile ed al ritiro della corrispondente energia prodotta. La debolezza del mercato elettrico degli ultimi due anni comporta una scarsa redditività dell’energia prodotta da Edipower: occorrerà migliorare il conto economico integrato della società e dei tollers».
Resta il problema dell’indebitamento di Iren...
«Nasce dalla decisione di cogliere le opportunità di crescita permesse dalla Bersani. Senza dimenticare che nel corso degli anni sono stati pagati dividendi generosi, salvo nel 2011. Il problema è transitorio ed è legato al fatto che non sono ancora pienamente operativi due progetti strategici che abbiamo realizzato».







