I signori della Pace. I trent'anni del Centro Sereno Regis
Fine settimana di festa per il circolo di studi di via Garibaldi. una fucina di cultura della nonviolenza, della mediazione e dell´opposizione alla guerra - da La Repubblica Torino del 30.05.2012
31 May, 2012
A lungo, la sinistra torinese dei partiti e dei salotti buoni li ha guardati come una sorta di fastidioso, invadente topolino. Poi, la pace e la sua versione ‘local´, la mediazione dei conflitti, sono diventati un tema di gran moda, oggetto di corsi e seminari, sportelli e lezioni nelle scuole. E ora che il "Sereno Regis", il centro di studi (oggi ribattezzato di ‘ricerca, educazione, azione´) compie trent´anni, e li festeggia con invitati di prestigio come il norvegese Johan Galtung - uno tra i pochi ‘padri´ del pacifismo moderno europeo a essere ancora attivo, nonché direttore di "Transcend" (la più grande rete di attivisti per la gestione nonviolenta dei conflitti) - il compleanno può essere celebrato in grande stile. Si inizia venerdì mattina in via Garibaldi 13, dalle 10,30 in sala Irenea, con Galtung impegnato a illustrare "il ruolo dei movimenti per la pace nella crisi globale e nei prossimi 30 anni", il presidente del Centro Nanni Salio ("La nostra storia come bene comune tra passato e prospettive future") e il sociologo Marco Revelli in veste di discussant. Nella stessa occasione, Renzo Dutto presenterà la mostra "ItaliaEuropa" dedicata tra l´altro al rapporto tra crisi e conflitti. Proprio la crisi economica che ha colpito il pianeta, e l´Europa tra gli altri, ha fornito al "Sereno Regis" una nuova chiave interpretativa: «Stiamo cambiando pelle - spiega Salio - da Centro Studi tradizionale a luogo di confronto e di iniziativa. C´è una crescente richiesta di risposte sociali a una crisi che può facilmente innescare conflitti, dalle guerre alle liti e alle tensioni locali». Un cambiamento che si traduce anche in un nuovo spazio ‘terzo´, dalla lista "Rivalta sostenibile" che ha portato Mauro Marinari a diventare primo cittadino di Rivalta fino alla posizione sostenuta dal Sereno Regis rispetto al movimento no Tav, ben riassumibile nello slogan "Ascoltateli". In via Garibaldi, infatti, la posizione largamente diffusa è quella che per affrontare la difficile situazione valsusina sia indispensabile «smantellare l´idea stessa di nemico». Nel frattempo, il centro continua la sua attività nelle scuole, anzi la moltiplica intensificando sia la presenza nelle aule sia la formazione ai docenti (un piccolo ma indispensabile reddito che consente altre attività), ma si punta molto anche su novità come Irenea, laboratorio multimediale dedicato al cinema della pace che il Sereno Regis vorrebbe mettere a disposizione di tutti i torinesi con un calendario di proiezioni lungo l´intero arco dell´anno, un «bene comune che riteniamo indispensabile per continuare nell´educazione alla pace». Nato nel 1982 sulla spinta di due diversi movimenti (il Mir, nato dall´idea di due pastori valdesi, Tullio Vinay e Carlo Lupo, e il Movimento non violento), il centro ha avuto come fondatore Domenico Sereno Regis, scomparso due anni più tardi ma che ancora molti a Torino ricordano: tra i primi a partecipare alle marce per la Pace di Assisi, camminatore infaticabile (amava scherzare su di sé: «Il mio lavoro è spostarmi da una riunione all´altra, fino a tre per sera, per collegare gli uni agli altri»). Sereno Regis si sentiva, ed era, un cristiano dissenziente, un uomo di fede ma anche un partigiano. Si può essere un ‘partigiano non violento´? «Si può - rispondeva lui - se pur sostenendo profondamente le idee della Resistenza non si mette a tacere l´imperativo etico del ‘non uccidere´, e dunque si cercano tutte le forme di lotta alternative alle armi». A distanza di anni, Galtung esprimerà a Torino lo stesso concetto in un altro modo: «Non si può definire la pace semplicemente come assenza di guerra, così come non si può definire la salute di un uomo come assenza di malattia. Il nostro compito è ridurre la sofferenza, avere pietà, ma anche con-gioire per la felicità degli altri».
Mostre, incontri e documentari per una tre giorni di militanza
Tre mostre fotografiche ("Just a small matter of honor" di Ugo Lucio Borga, "Sguardi a bassa velocità", una collettiva di ritratti dalla Valle di Susa e "Obiettivo Askar: i bambini fotografano il campo profughi") accompagneranno la tre giorni di festeggiamenti per i trent´anni del Centro. Il sabato (tutte le attività si svolgeranno in via Garibaldi 13) sarà dedicato a due seminari: dalle 10 alle 13 "La difesa dell´ambiente e della salute. Ruolo e responsabilità degli scienziati", dalle 14 alle 16,30 "Crisi sistemica e conflitti globali: quale ruolo per un giornalismo di pace?". E sempre nello stesso giorno è ricco il programma dei documentari: "The last farmer" di Giuliano Girelli, "Polvere" di Niccolò Bruna, Fuga dall´indifferenza" e "È ora di finirla" di D´Orsi e Signorino.







