Hutter: “La Torino del bike pride ora pretende più attenzione”
“Bisogna privilegiare le due ruote e i mezzi pubblici” - da La Repubblica del 22.07.2012
23 July, 2012
Paolo Hutter
E così per la prima volta per un ciclista investito mortalmente c’è
stata una mobilitazione civile e politica, come accade talvolta, non
sempre, per le vittime sul lavoro. Per la prima volta le candele in
piazza Palazzo di Città, che mi hanno ricordato certi momenti della
lotta contro l’Aids, o il ricordo dei desaparecidos a Santiago del
Cile. C’è una Torino del bike pride che non si accontenta più di una
festa ogni tanto e di una pacca sulle spalle, e che vuole una rapida
ed effettiva transizione
alla mobilità delle più civili città europee. Non è questione di avere
miliardi per fare la metropolitana ma di avere la mentalità sobria e
intelligente (“smart”) per privilegiare la bicicletta, i mezzi
pubblici, la pedonalità. Il giorno stesso dell’incidente, invece,
aveva tentato di riprendere l’iniziativa il vecchio “polo della
marmitta” torinese, rappresentato anche simbolicamente dal più
conservatore e liberista dei vertici Aci in Italia. Ed eran tornati a
chiedere di togliere persino quella modesta Ztl che abbiamo. E’
normale che sulla mobilità,
sul traffico, ci siano spinte diverse e opposte. Ma non è necessario
che il Comune dia un colpo al cerchio e uno alla botte, che il giorno
prima di ricevere i ciclisti tolga qualche pezzetto o orario di Ztl
per dare un contentino ai commercianti. Ci sono le condizioni per
scegliere un punto di vista. In 13 mesi di nuova giunta non è stato
attuato un solo provvedimento di riduzione del traffico privato,
neanche le domeniche a piedi . Ci sono in compenso molti buoni
propositi nelle carte del Comune. Si spera che dalle carte si passi
alle strade.
L’autore è ex assessore comunale







