Viale: “Ma un sistema all’olandese non garantisce la tranquillità”
“In auto o in bici vanno sempre rispettate le regole” - da La Repubblica del 22.07.2012
23 July, 2012
Silvio Viale
«Commozione, sgomento e rabbia sono comprensibili, ma bisogna evitare
atteggiamenti da tifoseria e non alimentare false sicurezze. La morte
di Gianmatteo Gerlando su una pista ciclabile ricorda quella del
piccolo Alessandro Sgrò sulle strisce pedonali il 3 dicembre scorso.
Dopo quella morte si cancellarono le strisce pedonali e oggi i pedoni
continuano ad attraversare nello stesso punto di corso Peschiera: è
più sicuro oggi o era più sicuro prima? Nel ricordare, con rabbia e
con rispetto,
l’ultimo ciclista morto in un incidente, da laico, vorrei ragionare
sui dati senza pregiudizi ideologici e strumentalizzazioni politiche.
Nel 2009 in Italia furono vittime di incidenti 667 pedoni e 295
ciclisti, con una riduzione del 66% per i pedoni e del 55% per i
ciclisti rispetto al 1980, segno che sicurezza e sensibilità sono
migliorate. A Torino i morti tra i pedoni e i ciclisti sono di meno
che a Roma o a Milano, con dati inferiori alla media nazionale. Ciò
non significa che bisogna abbassare la guardia ma che anche un sistema
di piste ciclabili all’olandese non modificherebbe i dati di
mortalità, senza maggiori
comportamenti virtuosi e diffusi di rispetto delle regole. Pensare che
la colpa sia del Comune, o delle categorie, e non dei comportamenti è
un punto di partenza sbagliato, come è confermato dalle tante proteste
di pedoni verso quei ciclisti che sfrecciano su marciapiedi e sulle
vie pedonali. Le piste ciclabili sono necessarie, ma non garantiscono
di per sé la sicurezza . A piedi, in bicicletta, in moto o in auto,
bisogna ricordarsi che la sicurezza comincia sempre da noi».
L’autore è consigliere comunale







