Asa, due giorni di protesta e un filo di speranza
Oggi il tribunale decide sul fallimento - da La Stampa del 19.09.2012
19 September, 2012
ALESSANDRO PREVIATI
CASTELLAMONTE
La speranza si è riaccesa solo alle sette di sera, quando i sindacalisti sono usciti «vittoriosi» dall’ultima mediazione con il Consorzio Canavesano Ambiente. Fino ad allora, la seconda giornata di lotta sui tetti dell’Asa di Castellamonte, era stata solo una girandola di emozioni negative. Rabbia e sconforto di fronte al fallimento ormai imminente. La schiarita, che è tornata a dare un briciolo di speranza ai 180 lavoratori del consorzio pubblico, è arrivata proprio in extremis.
La richiesta Questa mattina, in tribunale a Ivrea, il commissario straordinario dell’azienda, Stefano Ambrosini, chiederà il rinvio dell’udienza fallimentare. L’unico modo per prendere tempo e scongiurare la liquidazione immediata dell’azienda. Per ottenere il via libera dal giudice servono però delle garanzie.
Ambrosini presenterà le manifestazioni d’interesse di due aziende del settore per l’acquisizione del ramo rifiuti. Basteranno? «Speriamo proprio di sì - spiegano i sindacalisti Francesco Tutone e Luca Cortese - non esiste un piano “b”. Se si fallisce andiamo tutti a casa».
La delusione La giornata di ieri era iniziata nel peggiore dei modi. Alle 10, in municipio a Ivrea, l’apertura delle buste per la cessione del ramo rifiuti. Base di partenza 8 milioni annui per ottenere il servizio. Risultato: nemmeno un’offerta valida. Lapidaria, alle 11, è giunta la comunicazione del presidente della commissione Daniela Giordano: «Sono pervenute solo due manifestazioni d’interesse. Nessuna offerta economica. Rimettiamo ogni decisione al Cca e al commissario Ambrosini». A manifestare interesse per l’Asa sono state la «Tecnoservices» di Piossasco e l’associazione temporanea d’impresa formata da «Ederambiente» di Vercelli e «San Germano Srl» di Pianezza. Buono il piano industriale di entrambe ma, nelle buste, non c’era nemmeno un euro. Né l’una, né l’altra sono riuscite a trovare una banca in grado di garantire la polizza fideiussoria necessaria ad acquisire il ramo d’azienda. Ed è a quel punto, sul tetto dell’azienda di strada del Ghiaro, che lo sconforto è diventato rabbia.
«Siamo stati abbandonati da tutti, a partire dalle istituzioni», il coro unanime dei lavoratori. Alle 16 l’assemblea sindacale nel cortile dell’azienda. «Il commissario è intenzionato a chiedere il fallimento – rivelano i sindacalisti – ma tenteremo un’ultima mediazione».
Seconda notte La rabbia diventa disperazione. Non mancano nemmeno i momenti di tensione. Un container di rifiuti viene dato nuovamente alle fiamme. I vigili del fuoco, con l’autoscala, tentano di riportare a terra i dipendenti ancora sul tetto. Una trattativa inutile.Una dozzina quelli che decidono di restare lassù, armati di plaid e tendeda campeggio per affrontare la seconda notte di presidio. «Riconvocheremo per venerdì alle 14il tavolo sospeso lunedì scorso per valutare come affrontare il futuro dei lavoratori» fa sapere, in un comunicato, l’assessore regionale al lavoro, Claudia Porchietto.
«L’unità sindacale ha avuto la meglio – annunciano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil poco dopo le 19 – il commissario chiederà il rinvio dell’udienza e il Consorzio Canavesano Ambiente si è detto disponibile a procedere con una trattativa privata per affidare il servizio di raccolta rifiuti, dal momento che ci sono almeno cinque aziende interessate».







