In Rwanda chi usa i sacchetti di plastica infrange la legge
30 June, 2009
Massimiliano Milone
Nel 2006 il Rwanda ha vietato i sacchetti di plastica inferiori a 100 micron di spessore, sostenendo quest’iniziativa con campagne di sensibilizzazione.
Il Ministro dell’ambiente Drocella Mugorewera ha dichiarato alla BBC che chiunque usi i sacchetti di plastica infrange una legge in materia di tutela ambientale, volta a ripulire le città. Le persone devono utilizzare preferibilmente i sacchetti di carta; alcuni consumatori, tuttavia, preferiscono i più economici sacchetti di plastica riutilizzabili.
«I negozianti hanno il divieto di dare i sacchetti di plastica ai loro clienti e la polizia deve arrestare gli utilizzatori di sacchetti di plastica che incontra lungo le strade. Alcuni supermercati sono stati chiusi per violazione del divieto. Vogliamo che la gente usi i cestini tradizionali» ha dichiarato il Ministro dell’ambiente.
La polizia controlla persino i bagagli alla frontiera e dentro il paese per assicurarsi che nessuno trasporti sacchetti di plastica di nascosto. Recarsi, ad esempio, all’aeroporto di Kigali con un sacchetto di plastica ne comporta la confisca immediata. Alcuni accusano le milizie del governo rwandese di usare la legge per rubare le merci trasportate nei sacchetti di plastica.
I commercianti si lamentano del fatto che prodotti come pesce e carne non possono essere trasportati in sacchetti di carta, che oltretutto sono fino a cinque volte più costosi di quelli di plastica. Nonostante il divieto alcuni venditori ambulanti continuano a vendere i sacchetti di plastica segretamente, nascondendoli nelle loro tasche.
Alcuni negozianti poi giudicano il governo troppo invasivo. «Il governo è stato ingiusto con i piccoli imprenditori, alcuni di noi non possono permettersi costosi materiali da imballaggio e i nostri clienti se ne stanno andando» ha affermato un negoziante.
Il Ministro dell’ambiente ammette che sarà impossibile mettere fine all’uso dei sacchetti di plastica, ma ritiene che le misure intraprese dal governo per vietarne l’importazione e la loro vendita vadano nella direzione giusta per la tutela dell’ambiente.
«In Rwanda non abbiamo ancora raggiunto lo stesso livello di sviluppo di altri paesi che utilizzano i sacchetti di plastica. Questi paesi hanno fabbriche che riciclano i sacchetti usati e anche i loro cittadini capiscono che è sbagliato gettare la spazzatura ovunque. Noi invece stiamo ancora educando i nostri cittadini» ha spiegato il Ministro.
«Abbiamo un problema reale con la plastica e ci stiamo adoperando con tutte le nostre forze per proteggere i nostri fiumi e laghi» ha riferito la signora Mugorewera dell’agenzia di stampa Reuters.
Nel 2004 migliaia di persone, raccogliendo l’invito del governo, hanno utilizzato il loro giorno libero per contribuire alla raccolta di sacchetti di plastica sparsi nel paese.
Gruppi come l’ “Associazione dei giovani sportivi di Kigali” produce e vende palloni da calcio fatti con i sacchetti che trova, contribuendo anche alla pulizia della città.
Il governo si è sempre impegnato nel mantenere il Rwanda pulito e la capitale Kigali è tra le città più pulite d’Africa. «Il sacchetto di plastica nero è scomparso da Kigali!» ha dichiarato un recente studio del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP).







