La “Venezia del Mali” investe coraggiosamente sul riciclo
30 June, 2009
Massimiliano Milone
Mopti è una città del Mali, nota per la sua moschea, il suo porto e i suoi sacchetti di plastica. Per anni tonnellate di sacchetti hanno trasformato la città in un gigantesco bidone. Ma un anno fa la città soprannominata la “Venezia del Mali” ha deciso di darsi “una ripulita”.
L’idea è venuta dal Niger e si sta diffondendo in tutta l’Africa: raccogliere i rifiuti lasciati dalla civiltà moderna per trasformarli in qualcosa di diverso, in questo caso pavimentazione dall’aspetto tradizionale.
Un piccolo centro di riciclaggio, con sede a Mopti, produce dal 2007 questa plastica, chiamata “pavestone” con un procedimento semplice, conveniente ed efficiente (anche se rilascia fumi tossici). Mescolata con la sabbia, la pasta di plastica forma una specie di catrame, riversato quando è ancora caldo in una speciale muffa. Dopo aver lasciato l’impasto a raffreddare per pochi minuti, il pavestone è pronto. E ci sono un sacco di stili diversi per soddisfare gusti diversi. In centro città c’è un piccolo negozio che vende pavestone di tutti i tipi.
Ogni giorno una decina di donne e bambini provenienti dalla città o da paesi vicini porta un nuovo carico di plastica in cambio di 50 franchi CFA (circa 7 centesimi di euro) al chilo. Si tratta di un progetto ecologico, sostenuto dalla Fondazione Aga Khan, al lavoro per rigenerare e ripulire Mopti.
A due anni dall’inizio del progetto e a seguito di operazioni di bonifica, Mopti oggi è completamente trasformata: la città “ripulita” è in forte espansione e il turismo è in aumento. Il prossimo anno questo progetto sul riciclo della plastica, che ha visto Mopti come apripista, sarà implementato in altre città del Mali, nel tentativo di porre fine ad uno dei peggiori problemi ecologici d’Africa.







