In Burkina Faso si riciclano i sacchetti di plastica per la sicurezza stradale
30 June, 2009
Massimiliano Milone
Philippe Yoda, presidente dell’Association pour l’innovation et la recherche technologique appropriée en environnement, grazie all´appoggio finanziario dell´Unione europea, lavora dal 2001 alla trasformazione dei sacchetti di plastica, che anche in Burkina Faso sono diventati un problema ambientale, in cartelli e segnali stradali.
Secondo quanto riferisce la Direction générale des routes del Burkina Faso al giornale di Ouagadougou L´Observateur Paalga: «un cartello stradale installato in Burkina Faso ha una durata media di sei mesi».
I cartelli ed i segnali stradali spariscono a causa di un nuovo mercato che l´aumento dei prezzi delle materie prime a livello mondiale ha fatto esplodere nel povero Paese dell’Africa occidentale: i pannelli trafugati vengono rivenduti.
Per realizzare i primi 100 prototipi dei nuovi cartelli stradali riciclati sono state impiegate 1250 tonnellate di sacchetti di plastica, raccolti tra quelli sparsi ovunque in Burkina Faso: da problema ambientale sono diventati una piccola miniera d’oro per i poveri, visto che il costo al chilogrammo dei sacchetti di plastica, che fino a poco fa era di 30 franchi CFA (circa 5 centesimi di euro), è salito a 100 franchi CFA (15 centesimi di euro).
Qualcuno ha annusato l’affare e ha già cominciato ad investire nella raccolta di shoppers, ma nessuno sa ancora come trasformarli in qualcosa di utile, per questo Philippe Yoda chiede di aprire una vera e propria concertazione nazionale sul recupero e riuso dei rifiuti di plastica e chiede che, di fronte alla penuria di finanziamenti, la priorità della raccolta sia data a quelli sparsi nell’ambiente.







