Federauto: “Basta ad esperimenti con soldi pubblici. Il mercato dell’auto ha bisogno di maggior rispetto”
Nuovi incentivi auto dal 14 marzo per i veicoli a basso impatto ambientale. A Radio 24 Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto
01 March, 2013
"Per i privati 4,5 milioni di euro a disposizione: vuol dire 3.800 pratiche, due per concessionario, quindi a naso il 14 marzo questi incentivi per i privati saranno già finiti. Per le aziende sono circa 18mila, l’1,6% del mercato".
Lo ha detto a Radio 24, nel corso della trasmissione Salvadanaio, Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, ipotizzando come potranno essere distribuiti i 40 milioni di euro che, dal 14 marzo, il Ministero dello sviluppo economico mette a disposizione per l'acquisto di auto poco inquinati.
"E’ stato fatto un errore incredibile: mentre per il privato la macchina non deve avere 10 anni per essere rottamata, le aziende devono rottamare auto che hanno più di 10 anni. Le aziende ammortizzano questi beni in 5 anni, quelle che hanno un parco vetture con più di 10 anni sono aziende molto particolari, forse enti pubblici. Chi può accedere farà molta fatica. Credo che non sia il momento di fare esperimenti con i soldi pubblici: in una recessione forte e con il mercato automobilistico che sta perdendo più della media europea, si deve avere molto rispetto dei soldi dei contribuenti. Veniamo da anni e anni dove sono stati usati gli incentivi anche per i veicoli a basso impatto ambientale, non abbiamo proprio niente da capire o da sperimentare”.
Per il riconoscimento dell’incentivo l’auto deve essere consegnata all’acquirente entro 90 giorni dalla stipula del contratto. Se questi giorni non vengono rispettati? “L'incentivo viene erogato solo quando si ha la certezza che l'auto sia disponibile. E' un contratto condizionato, se non si avverano tutte le condizioni la persona non ha diritto all'incentivo” ha concluso Pavan Bernacchi, chiosando “Noi non avevamo bisogno di questo, perché questo non sposta niente nel mercato automobilistico, che impiega 1mln e 200mila persone e fattura l'11,4% del pil. E’ un mercato che avrebbe bisogno di rispetto”.








