Travolge e uccide un ciclista, poi va a dormire
Il pirata svegliato dalla polizia: “Non me ne sono accorto”. Guidava ubriaco - da La Stampa del 03.06.2013
03 June, 2013
Sarah Martinenghi
L’hanno trovato che dormiva beatamente nel letto, come se nulla fosse accaduto. Gli hanno detto che aveva investito e ucciso un uomo, e lui ha risposto incredulo, giurando di non essersi accorto di nulla. Come abbia fatto a non realizzare di aver travolto un ciclista, che ha pure caricato sul cofano e gli ha mandato in frantumi il parabrezza, è difficile da immaginare. Ma il pirata della strada guidava completamente ubriaco, tornava a casa da un sabato notte passato a divertirsi nei locali con gli amici: era stanco e voleva solo andare a dormire. Per questo dopo aver ucciso un uomo, Andrea Camuso, 22 anni e troppo alcool nel corpo, non si è fermato e ha proseguito il suo percorso. Ha parcheggiato regolarmente l’auto sotto casa della nonna, e si è infilato nel letto. Fino a quando gli agenti del commissariato di Rivoli non l’hanno svegliato. Riportandolo alla realtà e a quanto di tragico aveva appena commesso: il giovane pirata è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.
Onofrio De Pantaleone invece aveva 74 anni e la bici era proprio la sua passione. Aveva l’abitudine di svegliarsi presto e mettersi subito in sella, specie la domenica mattina. Gli piaceva l’idea di pedalare e sentire sul viso l’aria fresca del mattino, si teneva in forma, e macinava chilometri e chilometri con il sorgere del sole. Partiva da Torino e andava su per le colline della Val Sangone. Fino a Giaveno e ritorno, tenendosi sempre sul ciglio della strada, con le auto che gli passavano vicino sibilando nel silenzio delle prime ore del mattino. Quando è stato travolto dall’auto di Camuso, era praticamente l’alba: l’orologio segnava solo le 5 e 25 e lui era già arrivato a Rivoli.
L’incidente è avvenuto all’altezza della rotonda tra corso IV Novembre e corso Primo Levi. Camuso arrivava veloce, a bordo della sua Peugeot 206, quando ha travolto in pieno il ciclista, uccidendolo. Nell’impatto il pirata ha persino perso la targa della vettura, lasciando così la sua firma sul luogo dell’incidente. Alcuni testimoni hanno poi riconosciuto la sua macchina ferma a un semaforo rosso a poca distanza. Il giovane aveva infatti proseguito la sua corsa subito dopo l’incidente come se nulla fosse, fino a casa della nonna, che abita a Rivoli. Tre ore dopo l’incidente aveva ancora valori di alcool nel sangue elevatissimi. E quando la polizia lo ha arrestato ha reagito con stupore, confermando di aver percorso proprio quella strada, ma sostenendo di non aver assolutamente realizzato di aver investito una persona. Per De Pantaleone invece l’impatto era stato tremendo. L’uomo, sposato e con figli, è spirato poco dopo l’incidente.







