Il traffico non è più uno stress. In 4 anni giù del dieci per cento
Gli occhi elettronici di 5T: colpa del caro carburanti - da La Repubblica del 17.09.2013
17 September, 2013
Gabriele Guccione
Se Johnny Stecchino fosse stato girato a Torino e non a Palermo, certo non sarebbe mai venuta in mente a Roberto Benigni la celebre battuta sul traffico, la piaga più diffamante di tutte. Traffico tentacolare, vorticoso, che nel capoluogo subalpino non è mai stato una «piaga» così infamante, e men che meno lo è negli ultimi tempi. Il termometro del viavai sulle strade cittadine sta scendendo in picchiata: meno 10 per cento negli ultimi quattro anni, circa il 3 per cento in meno solo nell’ultimo anno.
Il dato è registrato dal cervellone di 5T, la società che gestisce il monitoraggio del traffico in città e nei comuni dell’hinterland. Calcolare davvero, una per una, quante sono le auto che circolano non è semplice: i trasportisti di 5T hanno suddiviso le strade cittadine in 3600 «archi», pezzi di viabilità, su cui calcolano in media quante vetture passano all’ora. Il conto viene fatto anche grazie alle tremila «spire» installate sull’asfalto per registrare i passaggi, ai 25 sensori aerei a infrarossi e alle 71 telecamere posizionate in 23 incroci. Il risultato è che
negli ultimi quattro anni si è passati da 375 a 340 auto l’ora per via. «Il trend di riduzione dei flussi di traffico nell’area metropolitana è del 10 per cento», ha detto ieri mattina la direttrice di 5T, Rossella Panero, illustrando in Sala Colonne a Palazzo civico i dati sul traffico.
La causa? Difficile dirlo, e dalla
società dei cervelloni della viabilità non si sbilanciano. Senz’altro c’è da considerare il peso della crisi, e soprattutto l’aumento del prezzo della benzina o del gasolio: non è un caso, lo riconoscono anche i tecnici, che l’inizio della «decrescita» sia conciso con i primi mesi dell’anno scorso, al tempo del caro carburante. «I flussi di
traffico sono diminuiti del 6,56 per cento a gennaio dell’anno scorso e del 7,99 per cento il mese dopo — raccontano da 5T — La situazione si è ripetuta con numeri di poco più bassi a fine 2012, a novembre (meno 5,19 per cento) e a dicembre (meno 4,81 per cento)». Nel primo periodo del 2013 il traffico è andato sempre
diminuendo, ma la perdita maggiore di transiti è stata tra maggio e agosto: dal meno 3 per cento di maggio al meno 4 di agosto. Per capire meglio cosa significano queste percentuali basta sapere che le auto che ogni giorno entrano in città, secondo una stima del 2010, sono circa 270mila, mentre i veicoli circolanti all’interno delle
strade cittadine sono 415mila ogni giorno. E non è un caso se l’anno scorso i passeggeri dei mezzi pubblici sono cresciuti del 4 per cento.
Studiata anche la Ztl, controllata a tappeto grazie alle telecamere ai varchi. Anche qui circolano meno auto: «Nei primi otto mesi di quest’anno — dicono da
5T — non è mai capitato di avere un mese con più di 100mila transiti al giorno, al contrario di quanto succedeva negli anni scorsi». Mentre la percentuale delle violazioni della Ztl è intorno al 4 per cento. La società ha anche calcolato il tipo di motorizzazione dei veicoli che circolano, il 47 per cento sono Euro 4. E il tipo di alimentazione:
40 per cento benzina, 46 per cento gasolio. Mentre a incidere di più sull’inquinamento da monossido di carbonio, ha stimato 5T, sono gli Euro 4 a benzina (24%), seguiti dagli Euro 3 benzina (18%) e dagli Euro 4 a gasolio (16%). Meno traffico uguale meno smog? «Determinanti sono le condizioni meteo, ma è anche
grazie al cambiamento delle abitudini dei torinesi, che prendono di più mezzi pubblici e bike sharing — dice l’assessore all’Ambiente, Enzo Lavolta — gli sforamenti di pm10 rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso sono diminuiti del 18%, e le medie sui valori del 25%».







