“Ciclisti indisciplinati”, la commissione comunale smentisce La Stampa
Il quotidiano torinese citava la commissione viabilità e trasporti del Comune di Torino quale fonte del dato di un ciclista su tre che non rispetterebbe il codice della strada. Il consigliere comunale Marco Grimaldi, che siede in commissione, sostiene che un documento del genere non esiste
24 September, 2013
Non si placa la polemica scatenata dal servizio de La Stampa di lunedì 23 settembre sui presunti “ciclisti indisciplinati” di Torino. Secondo il quotidiano, un ciclista su tre che pedala all'ombra della Mole non rispetterebbe il codice della strada. Pura fantasia rispondono gli utenti delle due ruote, che si chiedono da dove provenga questo dato, visto che nell'articolo firmato dalla giornalista Emanuela Minucci non viene citata alcuna fonte.
Mentre il dibattito sul web prosegue, arriva un elemento nuovo che potrebbe mettere fine alla querelle. Il consigliere comunale di Sel Marco Grimaldi, che fa parte della commissione viabilità e trasporti del Comune di Torino sostiene, infatti, che non esiste alcun tipo di studio che documenti le infrazioni al codice della strada effettuate dai ciclisti. La stessa commissione che Emanuela Minucci, nella serata di lunedì, citava attraverso il suo account twitter @emanuelaminucci quale fonte del proprio articolo. (“Le statistiche che abbiamo pubblicato arrivano dalla commissione viabilità del comune”; “mi sono limitata a riportare i dati raccontati in commissione viabilità in comune”). Grimaldi aggiunge che ciò a cui fa riferimento la giornalista de La Stampa potrebbe essere una frase pronunciata in commissione da uno dei seniores del Consiglio Comunale, che riportava un'impressione personale sulla condotta dei ciclisti torinesi.









3 commenti
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25.09.2013 07:09
Sono ciclista da sempre, giro Torino in bici 4 stagioni su 4 da quando ho 17 anni.
L'argomento andrebbe trattato con attenzione e anche i dati piu' oggettivi vanno interpretati.
1. i ciclisti sono aumentati in citta', per fortuna!
2. i ciclisti sono rappresentativi della popolazione, anche tra loro ci sono indisciplinati.
3. le condizioni e l'usabilita' delle piste ciclabili torinesi sono a tratti ridicole, al di la' dei numeri di cui si fa bello il comune.
4. non tutte le infrazioni dei ciclisti vanno trattate allo stesso modo: attraversare un semaforo sulle strisce pedonali o accanto e' necessario per la sicurezza. passare sotto i portici e' pessima educazione.
vorrei parlarne per ore....le soluzioni ci sarebbero e la quantita' di gente che ha iniziato ad andare in bici dimostra che investimenti per far funzionare meglio la rete sarebbero molto ma molto utile
Giancarlo Gotta
24.09.2013 20:09
Il commento finale è dedicato all'estrema inopportunità di dichiarazioni quali quelle del presidente di Bike Pride Torino o degli Amici della Bici di Alessandria: noi andiamo dove ci pare, se ci sono pedoni sui marciapiedi peggio per loro e non si lamentino perchè è tutta colpa delle auto, noi siamo gli unti del Signore. Chi viola il codice della strada e si autogiustifica si comporta nei confronti dei pedoni come l'automobilista scorretto nei confronti dei ciclisti: nessuno è superiore alla legge, e chi pedala non deve godere di alcun privilegio. Ed è assolutamente necessario per rendere l'Italia un paese civile che le organizzazioni dei velocipedisti inseriscano in statuto e dichiarino pubblicamente la condanna verso chi viola il codice della strada. Chi non lo fa deve perdere qualsiasi contributo pubblico ed essere escluso dalla partecipazioni a commissioni, gruppi di studio e da qualsiasi dialogo o consulenza verso le istituzioni. A parte l'italico vizio di approfittarsi del prossimo in assenza di controlli non vorrei mai che lo "andiamo dove possiamo" sia causato da scarse capacità di guida e pedalata.
Giancarlo Gotta
24.09.2013 19:09
Vabbè, visto che l'argomento interessa vediamo di fornire dati utili: la commissione di Torino riporta impressioni personali, io vorrei riportare dati oggettivi. Ogni giorno vado e torno a piedi alla stazione di Alessandria, 23 minuti di singola tratta. Stasera ho prestato attenzione al comportamento dei ciclisti lungo il percorso ed il risultatò è stato che 1 solo ciclista su 17 ha rispettato il codice della strada, quindi ad Alessandria il 94% dei velocipedisti è fuori regola. E senza che sussistano ragioni di "pericolo", semplicemente perchè i controlli di polizia municipale e stradale sono assenti. L'aspetto più impressionante è che le infrazioni totali commesse sono state 27, con personaggi che sono riusciti ad andare sul marciapiede, poi contromano in vie larghe 3 metri scarsi, senza luci e bruciando pure uno stop. 27 x 25 = 675 Euro di multe non riscosse, in 23 minuti: semplicemente facendo rispettare il codice della strada ai ciclisti il dissesto del Comune di Alessandria si risolve subito