CO2 e auto, Bruxelles accusa la Germania: "Rispetti gli accordi e metta in atto la normativa"
Matthias Groote, presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento: "Il governo tedesco deve smettere di bloccare la legislazione sulle emissioni delle auto: è inaccettabile che il più grande Stato e la maggiore economia dell'Ue abbia ancora rinviato la conferma di un'intesa raggiunta mesi fa"
09 October, 2013
Levata di scudi da ambientalisti, consumatori ed Europarlamento contro il blocco della Germania sulle norme taglia CO2 per le nuove autovetture per il 2020. Un'azione da parte di uno Stato membro senza precedenti a Bruxelles, per il mancato rispetto di un accordo già raggiunto, a giugno scorso, fra Consiglio Ue e Assemblea di Strasburgo.
"Il governo tedesco deve smettere di bloccare la legislazione sulle emissioni delle auto: è inaccettabile che il più grande Stato e la maggiore economia dell'Ue abbia ancora rinviato la conferma di un'intesa raggiunta mesi fa" accusa il socialdemocratico tedesco Matthias Groote, presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento, responsabile del dossier. "E' una grande delusione il fatto che le manovre 'last minute' della Germania per rallentare una norma cruciale per i consumatori e per l'ambiente abbiano avuto successo" afferma Johannes Kleis, capo della comunicazione dell'organizzazione europea dei consumatori (BEUC). Con il nuovo limite di 95 grammi per km invece "non solo i consumatori risparmierebbero un sacco di soldi di carburante, ma possono aiutare a ridurre l'impatto delle auto sull'ambiente" aggiunge Kleis. Durissima la posizione di Greg Archer, dell'associazione Transport & Environment: "E' assolutamente senza scuse e non democratico che la Germania sia stata in grado di rinviare il voto così tante volte da guadagnare abbastanza sostegno per bloccare l'accordo. Il Consiglio deve decidere presto".







