Storie di contadini resistenti
Cinemambiente, vite vere del mondo agricolo Oggi al festival anche la rivolta turca, le terre dei fuochi il boom demografico e gli usi possibili della “risorsa pipì”
03 June, 2014
di Clara Caroli
OLTRE le suggestioni e le mode metropolitane della “green age”, esistono storie, non cool né smart ma solo vere, che spiegano bene quel che si intende per cultura agricola “resistente”. Una di queste storie raccontano Fabio Gianotti e Silvia Bongiovanni in “Cronaca di una vita semplice”, in concorso doc italiani oggi alle 18 al Massimo per Cinemamabiente. Protagonista è Gianfranco, 36 anni, che vive in una frazione montana della Valle Stura, nel Cuneese. Lavora in fabbrica, in città, ma ogni sera rientra nella cascina dove alleva pecore, conigli, oche, galline, coltiva patate, raccoglie castagne, tiene in ordine i boschi e spera che la sua piccola comunità torni a popolarsi. Sullo stesso filone “Capo e croce” di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, in concorso domani alle 19.45: un viaggio nel disagio di una categoria, i pastori sardi, spesso relegata a campione etnografico o folklore per turisti. In entrambe le opere si mette in luce il legame con la terra e un modello rurale dalle radici antiche che merita di essere salvato. Stamani alle 9.30 torna anche “El lugar de las fresas” di Maite Victoria Daneris, con l’anziana contadina di San Mauro che vende le sue fragole al mercato multietnico di Porta Palazzo.
Agricoltura e allevamento nel nostro meridione minacciati dalle speculazioni petrolifere e dalle discariche abusive sono al centro di due film di Panorama Italia, oggi dalle 16.30: “Nella terra dei fuochi” di Marco La Gala, sulla Campania infelix dei rifiuti tossici, e “Nero d’Italia” di Valeria Castellano, sulla zona dello stabilimento Eni di Viggiano, in Basilicata: un luogo “maledetto” dove gli animali si ammalano e gli ulivi muoiono. La serata propone alle 20, sempre doc italiani, l’attualissimo “Çapulcu, voices from Gezi” di Benedetta Argentieri, Claudio Casazza, Carlo Prevosti, Duccio Servi e Stefano Zoja, che ricostruisce la parabola del movimento di piazza Taksim, a Istanbul, dall’occupazione pacifica alla repressione. In concorso lungometraggi internazionali: alle 20.30 “Population Boom” dell’austriaco Werner Boote, che svela i reali pericoli e le mistificazioni sul tema della sovrappopolazione del pianeta; e alle 22 “The Ghosts in Our Machine” della canadese Liz Marshall, che attraverso i reportage di Jo-Anne McArthur racconta le storie di animali sfruttati a scopo industriale.
Tra le curiosità di oggi, nella sezione “One Hour”, alle 18.30 “Urine Superpowers” del francese Thierry Berrod che rivela provocatoriamente i molti possibili utilizzi — dal fertilizzante al medicinale — di un materiale di scarto come l’umana pipì.







