#Abbagliante? Eco dalle Città fa il punto sull'illuminazione pubblica a Milano
Martedì 12 sera la "conferenza itinerante" in bicicletta sull'illuminazione pubblica di Milano, accompagnati dalla presidente dell'APIL Susanna Antico. Per capire se e come l'illuminazione potrebbe rendere migliore una città
10 May, 2015
Era il 29 settembre quando Comune e A2A presentavano ufficialmente ai cittadini la "rivoluzione" della luce pubblica a LED (Light Emitting Diode) di Milano, all'insegna soprattutto della spending review energetica: -52% di consumi e -31% di costi. La sostituzione dei 141 mila punti luce pubblici con i LED, iniziata dall'area nord-ovest di Milano, quella in direzione del sito di EXPO, toccava già il 40% di sostituzioni a fine 2014, per arrivare all'80% con l'inizio di EXPO e promettere il 100% entro dicembre 2016. Con l'obbiettivo di un consumo pro-capite annuo dei milanesi che passerà da 87 a 42 kWh e di una riduzione della spesa pubblica complessiva da 42 a 29 milioni di euro.
Un'operazione che ha sicuramente inorgoglito la Giunta Pisapia, con la prospettiva di essere la prima città italiana a "rivoluzionarsi" con le luci Led, insieme a Los Angeles, Copenaghen, Stoccolma e Oslo, e soprattutto A2A, che con l'investimento - tutto a suo carico - di 38 milioni di euro in 2 anni, dichiarava l'innovazione tale da "dare un senso al termine di Public Utility" (i gestori di reti o di servizi essenziali alla collettività)".
Non solo però una questione di risparmio energetico e di manutenzione (60.000 unità in meno ogni anno da sostituire, grazie ai LED) rispetto le luci al sodio ad alta pressione o le più vecchie ad incandescenza - sostengono da tempo il Comune e A2A, perchè la tecnologia LED garantirebbe anche una luce più efficace, concentrata e meno "inquinante". Una migliore concentrazione del fascio luminoso verso la zona da illuminare - ossia una maggiore "resa" dei corpi illuminanti - che permette di non avere più emissione e dispersione di luce verso l’alto.
Tuttavia non tutti sono stati d'accordo con il Comune nell'applaudire alla manutenzione straordinaria "donata" da A2A a Milano. Ad alcuni infatti è sembrata eccessivamente drastica e non tenere conto di altri aspetti legati all'illuminazione pubblica di Milano. Ad esempio l'eccessivo numero di punti luce del capoluogo lombardo, che in passato Eco dalle Città aveva già confrontato con altre città italiane, un lampione ogni 9,1 abitanti. A Milano erano 138.364 i punti luce pubblici, dai dati 2012, contro i 181.991 di Roma, la cui superficie è pero sette volte tanto.
Un eccesso di luce che, a prescindere dai LED, continuerebbe a caratterizzare Milano, comportando problemi di inquinamento luminoso, che si rifletterebbero anche sugli equilibri ecologici della fauna urbana, soprattutto uccelli e pipistrelli, che vive in città.
Così come c'è chi i LED li contesta tout court, tra questi l'ingegnere Diego Bonata, tra i massimi esperti italiani in materia di inquinamento luminoso, e altri esponenti dell'Associazione CieloBuio, che da tempo rivendica il diritto ad avere città illuminate meglio, ma soprattutto illuminate meno.
Così come paradossalmente, l'"operazione LED" che tra i primi vanti aveva quello di una maggiore sicurezza percepibile dai milanesi, grazie ad una luce più efficace, è anche stata criticata nelle periferie, proprio perché l'eccessiva concentrazione del nuovo fascio di luce dei LED comporterebbe più buio ai lati delle strade e quindi renderebbe più insicuri i marciapiedi delle zone più periferiche di Milano.
Ma è soprattutto una la critica che accomuna gli scettici sulla totale conversione al LED di Milano: quella che il cambiamento sia stato troppo drastico e repentino, totale, e non abbia avuto alla base uno specifico progetto illuminotecnico, studi di carattere estetico e di valorizzazione paesaggistica.
Ecco perchè, con la bicicletta critica di martedì sera 12 maggio, con ritrovo in Largo Marinai d'Italia (Parco Formentano) alle ore 21.00, Eco dalle Città ha deciso di invitare esperti d'illuminazione pubblica e normali cittadini ad un monitoraggio collettivo delle luci del centro di Milano. Una conferenza itinerante, accompagnati dalla presidente dell'APIL (Associazione Italiana Professionisti della Luce) Susanna Antico, per capire se e come l'illuminazione pubblica potrebbe rendere migliore la qualità della vita di una città.
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