Usa, la proposta di Chellie Pingree contro lo spreco di cibo
In America il 40 per cento del cibo finisce nella spazzatura. La rappresentante democratica Chellie Pingree ha elaborato un provvedimento per limitare lo spreco
08 November, 2015
di Laura Tajoli
Per combattere lo spreco di cibo, sempre più diffuso negli Stati Uniti, la rappresentante democratica del Maine Chellie Pingree ha elaborato una nuova proposta di legge. Lo scorso martedì Pingree ha annunciato che presenterà un provvedimento che punta a limitare il problema dello spreco alimentare a casa, nei ristoranti, nelle scuole e nelle fattorie. Questa iniziativa punta anche a modificare il sistema di indicare le date di scadenza, che negli USA sono “sell by” (da vendere entro il…) e “best by” (meglio consumare entro il…). Il fine ultimo è educare il pubblico sul reale significato di queste etichette. “Molte persone credono che queste siano indicazioni governative che obblighino a gettare il cibo che oltrepassa le date impresse sull’etichetta”, dice la Pingree, “ma la verità è che si tratta di indicazioni di fabbrica e che il cibo è ancora consumabile ben oltre le date indicate”.
Stabilire con precisione quanto un prodotto durerà non è semplice, perché i fattori in gioco sono tanti, ma è inutile gettare nell’immondizia prodotti ancora buoni. Per far passare questo concetto, in America si sta considerano la possibilità di chiedere alle aziende alimentari di fare una dichiarazione pubblica e ufficiale dove venga assestata che le date esposte sulle etichette sono soltanto indicative e che il cibo può essere consumato anche successivamente.
Il provvedimento Pingree comprende anche una serie di incentivi fiscali per i contadini e i negozianti che decidono di donare o di vendere prodotti “brutti” che magari non sarebbero neppure stati raccolti. Anche i programmi di refezione scolastica sono parte delle misure Pingree, rivisti e corretti in modo da consentire alle mense di acquistare frutti e verdure dall’aspetto imperfetto, ma comunque di buona qualità.
Il Natural Defense Council ha calcolato che negli Stuati Uniti, circa il 40 per cento del cibo viene sprecato. Tantissimo non viene neppure raccolto e marcisce nei campi. Alcuni stati hanno già introdotto incentivi fiscali per i contadini che decidono di donare i prodotti meno appetibili alle banche del cibo. Ridurre gli sprechi potrebbe fare una grande differenza per i 50 milioni di Americani che sono a rischio di povertà. “Diminuendo lo spreco di cibo anche soltanto del 15 per cento, potremmo nutrire 25 milioni di Americani affamati”, ha dichiarato la Pingree.
Il problema dello spreco di cibo ha colpito l’opinione pubblica americana soltanto di recente, negli ultimi due anni e non esiste ancora una legislazione federale che consideri la questione. Il ministero dell’Agricoltura ci ha lavorato ma in maniera discontinua. Ridurre la quantità di cibo sprecata negli USA potrebbe essere uno dei pochi punti di incontro tra liberali e conservatori. La proposta Pingree potrebbe quindi avere presto il via libera.








