Ecoreati, Lazio prima regione con 134 infrazioni accertate
Dall'entrata in vigore della legge sugli Ecoreati, il Lazio risulta la prima regione in assoluto per ecoreati contestati. I dati nel dossier di Legambiente "Ecogiustizia è fatta" presentato a Roma
21 March, 2016
Il Lazio è la prima regione in assoluto per Ecoreati contestati: 134 infrazioni accertate, 121 denunce e 17 sequestri dall’entrata in vigore della legge, oltre il 12% del totale nazionale. A dirlo è il dossier di Legambiente “Ecogiustizia è Fatta”, presentato oggi alla Camera dei Deputati, che fa il punto sui risultati a cui ha portato l'attuazione in questi ultimi 8 mesi della legge sugli Ecoreati che per oltre vent'anni gli attivisti del cigno verde hanno chiesto che venisse approvata. Legambiente ha inoltre presentato oggi le 8 proposte per rendere più incisiva l'azione di prevenzione e contrasto dell’illegalità ambientale. Si tratta di un pacchetto di provvedimenti, attuabile in questa legislatura, che consentirebbe dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati e del Collegato ambientale, di rafforzare il quadro normativo a sostegno della riconversione ecologica del nostro Paese: 1) formare sulla nuova legge tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali (forze dell'ordine e Capitanerie di porto, magistrati, Arpa, polizia municipale, aree protette); 2) definire linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione della parte delle legge sui reati minori che non rientrano tra i delitti ambientali, fino ad oggi non completamente garantita; 3) istituire un Fondo nazionale presso il ministero dell’Ambiente dove far confluire le sanzioni per i reati minori da utilizzare solo per bonificare i siti orfani sul modello del Superfund statunitense; 4) potenziare le attività d'indagine contro gli ecoreati attraverso un corpo di polizia ambientale specializzato e sempre più strutturato sul territorio, approfittando della definizione del decreto sull'accorpamento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei carabinieri; 5) approvare definitivamente il progetto di legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente calendarizzato in aula al Senato per il prossimo 5 aprile per migliorare il sistema dei controlli pubblici in campo ambientale; 6) approvare una legge efficace per lo stop al consumo di suolo e definire quanto prima nuove regole per procedere in modo più spedito all'abbattimento degli ecomostri e delle costruzioni abusive; 7) calendarizzare la discussione del testo sulle agromafie, in corso di definizione dal gruppo di lavoro costituito del ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduto da Giancarlo Caselli; 8) lavorare per la definizione dei delitti contro gli animali, recuperando il lavoro fatto durante la fase di discussione della legge sugli ecoreati.
“Anche grazie a questa legge ci possiamo avviare nella nostra regione verso una nuova stagione di legalità ambientale", dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. "L'ampia attuazione nel nostro territorio dimostra da un lato l'indispensabilità di uno strumento del genere, e dall'altro le enormi problematiche ambientali legate alle illegalità in filiere fondamentali come quelle del ciclo di rifiuti, del cemento o dell'acqua; anche per questi motivi, un ringraziamento particolare dal Lazio, va a tutti quelli che per oltre 20 anni hanno sempre tenuto acceso quel lumicino di speranza che ha portato lo scorso anno alla storica approvazione della legge. Ora la Regione Lazio dia sostegno all'azione di rigenerazione della legalità attraverso il ripristino dell'Osservatorio Regionale Ambiente e Legalità quale strumento di supporto a tutte le persone attive nella salvaguardia della regione, e che possa servire anche a coinvolgere le scuole nella creazione di una coscienza ambientale dei cittadini del futuro nonché nella corretta applicazione e maggiore efficacia della legge nel Lazio".








