Milano, taglio bus notturni: sbagliato il metodo prima ancora del merito
Paolo Hutter: "Erano un vanto della città: è stato fatto abbastanza per promuoverle? Si è indagato sui motivi dello scarso utilizzo? O è solo un problema di utenti che non pagano il biglietto?" - da REPUBBLICA MILANO del 6.01.2017
06 January, 2017
di Paolo Hutter
La discussione sulle linee notturne di superficie Atm si è appena aperta, dopo l’improvviso e criptico annuncio (intitolato “rimodulazione”) della improvvisa e drastica soppressione delle corse infrasettimanali di dieci linee notturne su sedici. È bene, è necessario che continui. Leggo sui social argomentazioni economiche e amministrative, confronti sulle priorità.
Ci sono molte persone intelligenti e sensate che seguono i problemi di questa città e ci sono già parecchi che giustificano la scelta della soppressione perché le linee erano sottoutilizzate. A maggior ragione, proprio per questo motivo, perché la soppressione ha i suoi difensori, è assurdo che le decisioni siano state prese e comunicate di soppiatto e d’autorità. La discussione deve durare almeno per qualche giorno, coinvolgendo il Consiglio comunale e le associazioni che rappresentano i diversi interessi nel campo della mobilità. Il metodo ha una sua importanza, soprattutto per una amministrazione che è stata eletta promettendo partecipazione, che ha avuto il sostegno della parte più informata e colta della cittadinanza e che ha dichiarato strategico il tema della qualità della vità nelle periferie. Non si può cancellare una riforma del trasporto pubblico notturno rilevante, quale quella messa in campo nel 2015, così di colpo, senza discuterne con nessuno e senza portare dati e diverse alternative possibili.
Non si pretende che un’azienda di trasporti pubblici, oltretutto al 100% comunale, discuta con i suoi utenti ogni singola modifica, ma qui si sta parlando di dieci linee notturne. Erano un vanto della città: è stato fatto abbastanza per promuoverle? Si è indagato sui motivi del loro scarso utilizzo? O è solo un problema di utenti notturni che non pagano il biglietto? In ogni caso o la partecipazione è questo - è la discussione approfondita delle alternative possibili almeno all’interno di una classe dirigente allargata e responsabile - oppure non esiste, è solo clic e referendum, l’altra faccia della propaganda.
Basterebbe questa ragione di metodo, dunque per annullare la prepotente “rimodulazione” e rivederla in un adeguato dibattito. Ammesso che la soppressione sia logica e sia poi da confermare, resta l’assoluta necessità di provvedimenti e idee di mobilità sostenibile per la notte. Non si può dire semplicemente che gli utenti son pochi, si accontentino di quattro linee in una città grande come Milano. Bisogna almeno attivare il bike sharing notturno, mettere in campo un servizio a chiamata o qualcosa d’altro. Certamente una discussione pubblica e informata fornirà soluzioni senza appesantire i bilanci.
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