Torino, smog alle stelle ma il comune prende tempo
Prevista nella giornata di martedì una riunione per fare il punto sullo smog. Intanto anche la Regione Piemonte è in affanno per l’approvazione del Protocollo firmato con il Ministero e le altre regioni padane
16 October, 2017
Mentre Milano corre ai ripari Torino prende tempo. Il capoluogo piemontese farà il punto sullo smog solo domani, martedì 17 ottobre, quando ormai i giorni di sforamento consecutivi del limite di PM10 (se le previsioni dell’Arpa fossero confermate) saranno saliti a otto consecutivi.
I dati forniti dall’Arpa Piemonte che monitorano la qualità dell’aria a Torino parlano chiaro: dal 10 ottobre scorso sono stati superati i valori massimi consentiti di 50 microgrammi di PM10 per metro cubo per sei giorni consecutivi. Il picco massimo è stato ieri domenica 15 ottobre con le polveri a quota 86 microgrammi. E le previsioni per i prossimi tre giorni parlano di un peggioramento della situazione, con il PM10 fino a 90 μg/m³ nella giornata di mercoledì 18 ottobre.
Una
escalation quella dello smog in Piemonte che ha sorpreso tutti, persino
la Regione che deve ratificare il protocollo siglato a
giugno con il Ministero dell’Ambiente e le altre regioni del bacino
padano. Se per l’assessore regionale Valmaggia l’intento era
quello di approvare il protocollo “intorno
al 20 di ottobre” nonostante
la sua entrata in vigore fosse il 1 ottobre, ad
oggi invece, resta
in vigore quello siglato a marzo dello scorso anno che prevede
“stante
la soglia di concentrazione giornaliera di PM10, definita dannosa per
la salute umana dalla OMS, pari a 50 µg/m3, il
suo raggiungimento consecutivo per 7 (sette) giorni attiva il livello
di cruscotto di colore giallo
a cui conseguono almeno le azioni seguenti: blocco
circolazione urbana per veicoli diesel Euro III dalle 8.30 alle 18.30
o con orario in accordo con le limitazioni già in vigore; riduzione
di 1 grado (o di 1 ora del funzionamento) del riscaldamento degli
edifici pubblici,
divieto di bruciare residui vegetali in campo; divieto di utilizzo
caminetti aperti, divieto di spandimento libero in agricoltura dei
liquami derivanti da deiezioni animali nel raggio di 20 Km dagli
agglomerati sottoposti alle misure”.








