Hulot aveva già anticipato l'idea di dimettersi a Libération
Il ministro francese chiamò in redazione il 2 agosto sfogandosi ma chiedendo di non pubblicare: "Il problema, se me ne vado, è che non vedo cos'altro potrei fare. È un fottuto dilemma, ho così tante persone intorno a me che mi dicono che sarebbe peggio se me ne vado"
29 August, 2018
Nicolas Hulot ha lasciato il governo francese. Il ministro dell'Ecologia ingaggiato da Emanuelle Macron, dopo essere già stato corteggiato sia da Sarkozy che da Hollande ma senza successo, ha deciso di abbandonare il proprio incarico comunicandolo senza preavviso in diretta radio. Eppure non si tratta di una decisione così inaspettata, nonostante la grande sorpresa che ha suscitato in diversi osservatori, anche italiani chiaramente. Non era un mistero che Hulot fosse molto scontento del proprio lavoro e degli scarsi risultati raggiunti, soprattutto alla luce di quanto dichiarato più volte da Macron circa l'impegno che la Francia avrebbe messo nella '"transizione ecologica". Alcuni giornalisti francesi sapevano che la decisione di lasciare l'esecutivo sarebbe potuta arrivare da un momento all'altro, come si evince da quanto rivela Libération. Il 2 agosto scorso il quotidiano francese ricevette una telefonata in redazione. Dall'altra parte del filo proprio Hulot: “Ci aspettavamo che volesse lamentarsi di un editoriale un po' duro – scrive Libération - Per niente. Il ministro si confida e parla così liberamente che diventa quasi imbarazzante. Ci chiede di tenere le sue confidenze per noi”. E così Libération ha fatto. Fino a ieri. A seguito delle dimissioni ha infatti deciso di pubblicarle la telefonata, in cui Hulot si esprime in maniera molto dura contro l'Eliseo. Ecco i passaggi fondamentali.
"Sono
in un fottuto dilemma. Il mio problema è molto semplice: o me
ne vado e sarà molto peggio, o rimarrò e non ci sarà una grande
notte".
"È
una mistificazione. E allo stesso tempo, non è meglio
altrove. Mi trovo costantemente in questo dilemma e a volte non
dormo la notte. L'altro giorno, quando Edouard Philippe ha
difeso il record del governo durante la mozione di censura, non c'è
stata una parola sull'ecologia”
"Quando
sono arrivato, Macron e Philippe mi hanno detto: "Entreremo in uno spirito di cooperazione". In realtà
siamo costantemente in scontro. Se me ne vado, dirò delle
cose ... E quindici giorni dopo, avremo dimenticato, ci saremo
spostati su altro. Questo consacrerà una forma di sconfitta
per me e per l'ecologia".
"Mi fa incazzare, non capiscono ancora il punto. Il problema cosplay shop è il modello. Penso alla frase di Bossuet: "Siamo afflitti dagli effetti ma continuiamo ad adorare le cause".
"Mi
hanno dato l'articolo 1 della Costituzione, le turbine eoliche
offshore, in modo da non annoiarmi. Il problema è che
dovrebbero farlo per convinzione”.
"Approfitto
del fatto che sanno che sono sul filo del rasoio per cercare di
ottenere qualcosa, per esempio sul PPE (Programmazione Energetica
Pluriennale). Se rimango, chiuderemo dei reattori (nucleari),
altrimenti è una linea rossa. L'altro problema è l'aumento del
consumo di energia. Non abbiamo fatto nulla contro di esso. Non
eravamo bravi nel calo dei consumi. Punto molto sulla
ristrutturazione termica. Sarà necessario stabilire un obbligo
di ristrutturazione al momento del passaggio di proprietà e sarà
necessario mettere a disposizione i mezzi".
"Il problema, se me ne vado, è che non vedo cos'altro potrei fare. È un fottuto dilemma, ho così tante persone intorno a me che mi dicono che sarebbe peggio se me ne vado"








