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Immagine: Plastic tax: prime reazioni di fuoco all'ipotesi di una tassa sulla plastica

Plastic tax: prime reazioni di fuoco all'ipotesi di una tassa sulla plastica

PlasticsEurope Italia, l’Associazione di Federchimica che raggruppa i produttori di materie plastiche, è contraria all’ipotesi di una tassa sulla plastica che colpirebbe anche il settore del riciclo. CONIP: “La Plastic tax un attacco ai sistemi virtuosi, che cesserebbero di esistere, con grave danno per il Paese”. On line le note stampa

15 October, 2019

Rifiuti

Circola sui media l'ipotesi di una “Plastic tax” nella prossima legge di Bilancio che potrebbe arrivare a 0,2 euro per ogni chilogrammo di imballaggi o involucri plastici. E arrivano già le prime reazioni contrarie. 

PlasticsEurope Italia, l’Associazione di Federchimica che raggruppa i produttori di materie plastiche, è contraria all’ipotesi di una tassa sulla plastica

Le anticipazioni circa un’eventuale tassazione  della plastica trovano la netta contrarietà dei produttori di tale materiale. “Siamo contrari a questa misura – dice Massimo Covezzi – Presidente di PlasticsEurope Italia – essenzialmente per due ragioni:

1. La plastica è un materiale d’eccellenza ad altissima efficienza energetica e l’industria sta ulteriormente investendo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare. La nostra industria riconosce che l’utilizzo degli imballaggi in plastica, essenziali per ridurre gli sprechi di cibo, va responsabilmente gestito anche nella sua fase terminale. Per questo è disponibile a supportare programmi educativi e a continuare lo sviluppo tecnologico di soluzioni ancora più sostenibili.

2. La seconda ragione è che si penalizzerebbe un’intera filiera produttiva (produzione, trasformazione, macchinari e riciclo) che conta in Italia oltre 10.000 aziende con 150.000 addetti e un fatturato di oltre 40 miliardi di euro. La filiera delle materie plastiche in Italia è in assoluto la seconda a livello Europeo, dopo quella tedesca, e presenta imprese di assoluta eccellenza mondiale, alcune di queste proprio per quegli imballaggi che la plastic tax colpirebbe”.  

CONIP: “La Plastic tax un attacco ai sistemi virtuosi, che cesserebbero di esistere, con grave danno per il Paese”

“Applicare una Plastic Tax indistintamente a tutte le tipologie di plastica e quindi anche a quei sistemi virtuosi che utilizzano plastica riciclata e ne provvedono alla raccolta e al recupero equivarrebbe a dichiarare la fine di sistemi virtuosi che invece andrebbero sostenuti e incentivati dal Governo – dichiara Cosimo De Benedittis, Direttore Generale di CONIP, Consorzio Nazionale Imballaggi Plastica per la raccolta e il riciclo di casse e pallet – con tale provvedimento anche un sistema virtuoso come quello di CONIP cesserebbe di esistere”.

In un momento storico nel quale la plastica viene demonizzata indistintamente, CONIP sta già realizzando in concreto quel “Futuro più verde” auspicato dal governo, grazie ad un sistema di closed loop, che permette di riciclare casse e pallet per la produzione di nuove casse e pallet principalmente per il settore dell’ortofrutta.

Nel solo anno 2017 il Consorzio ha immesso sul mercato 85 mila tonnellate di casse a marchio CONIP, tutte completamente in plastica riciclata, consentendo di risparmiare oltre 40 milioni di euro di importazioni di petrolio. Il 70,5% dell’immesso al consumo, pari a oltre 60 mila tonnellate, è stato raccolto e avviato a riciclo: un importante risultato raggiunto grazie all’ impegno, alla motivazione e alla coesione del CONIP con i suoi 126 Consorziati e con gli operatori della filiera.

Temi: #Politiche, piani generali

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