Un piccolo passo con poco coraggio
Paolo Hutter per Repubblica Milano 31.01.2007
31 January, 2007
Cosa si farà di nuovo e di più incisivo per fronteggiare lo smog che risale implacabile dopo qualche giorno di pioggia e di vento? Milano incrementerà di 4 ore il fermo dei non catalizzati e degli euro 1 diesel, già in vigore da novembre per 4 ore al mattino e 4 nel secondo pomeriggio. Quel fermo dei non catalizzati non ha dato finora risultati apprezzabili. Ora si ipotizza che completando l'orario dalle 8 alle 20, eliminando la finestra, si possa avere una sorta di effetto moltiplicatore. Si eliminerebbe così -per chi entra in città dall'esterno o comunque per chi effettua spostamenti di lavoro - la tentazione di usare il mezzo non catalizzato al mattino presto per poi riportarlo a casa nel primo pomeriggio. O viceversa la tentazione di muovere il mezzo dalle 12 alle 16 per riportarlo a casa dopo le 20. Ma quella che abbiamo appena descritto è poco più che una ipotesi, a fronte della quale c'è invece il fatto che comunque dalle 12 alle 16 il traffico è più basso. E quindi sarà molto difficile che queste 4 ore di blocco in più possano avere effetti significativi. In altre situazioni italiane - come nell'anello ferroviario di Roma e a Firenze - sono già in vigore stop addirittura di 24 ore su 24 ai non catalizzati, e purtroppo non sono risolutivi.
Quella annunciata ieri dalla Moratti al Consiglio comunale non è una manovra antismog tecnicamente fondata e adeguata ma una manovra politica, forse l'unica che i rapporti di forza interni alla sua maggioranza le consentivano. Questo era già chiaro: l'introduzione del pedaggio urbano, ovvero ticket, è stata osteggiata e drasticamente ridimensionata dai partiti del centrodestra non per un improvviso furore egualitario a difesa dei poveri, ma perchè sono socialmente e culturalmente poco disponibili a ridurre il traffico privato. In qualunque forma, in qualunque modo. L'estensione del fermo dei non catalizzati invece si inserisce in un solco già scavato e anticipa di pochi mesi ciò che è previsto dalla legge regionale. Quindi è una misura "bevibile" da tutto il centrodestra. Ed è sicuramente doverosa, nel momento in cui l'Unione Europea sta per varare gli euro 5 e nel momento in cui si mette in discussione anche l'inquinamento prodotto dagli euro 4. Per pulire l'aria di Milano, però occorre molto di più. E anche dal punto di vista della consapevolezza dei cittadini ormai Milano è matura per cambiamenti più tangibili, e anche per rinunciar a qualche apparente comodità. E' la Moratti a non essere pronta a rinunciare a un pezzo della sua maggioranza per far fare passi avanti alla città.







