Lo smog ferma le auto al Nord
da La Stampa del 06.06.2006
06 February, 2007
Spegnete i motori. Manca solo la firma ufficiale - ci sarà domani a Roma - ma domenica 25 febbraio sarà vietato circolare in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e nelle Province autonome di Trento e Bolzano. L’annuncio arriva dal governatore Roberto Formigoni: «Si sta allargando la battaglia contro l’inquinamento».
La presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ricorda che ci sono voluti anni ma alla fine un’intesa è stata trovata: «Nell’ottobre 2005, su nostra proposta, siglammo un accordo per un tavolo di consultazione per rientrare nei paramenti previsti dall’Unione Europea». Il presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani insiste sulla portata dell’evento: «Da oggi la lotta all’inquinamento esce dai confini di una singola regione».
Le eccezioni
La prima domenica di Quaresima senza auto sarà una giornata di penitenza ma con qualche abbondante eccezione. I dettagli verranno forniti solo nella conferenza stampa di domani. «Ogni singola regione stabilirà le proprie modalità», fanno sapere gli addetti ai lavori. Ma si sa già che il blocco, probabilmente tra le 8 e le 20 (anche se qualcuno vorrebbe il meno penalizzante 8-18), non interesserà le auto a benzina di categoria euro 4, i diesel euro 4 con filtro antiparticolato e sarà consentita la circolazione sulla rete autostradale e su altre strade di importanza regionale ancora da definire.
I dubbi
Una serie di eccezioni che hanno fatto dire al governatore Veneto Giancarlo Galan: «Il blocco non riguarderà tutta la Pianura Padana dalle Alpi all’Adriatico, dal Po al Piave, dal Ticino a Comacchio. E’ solo un atto simbolico. Ci vogliono interventi verso i trasporti, le fonti di riscaldamento, le aree industriali».
Alla fine, lo ammettono gli stessi governatori, sarà un provvedimento molto suggestivo, ma sulla cui efficacia c’è chi nutre più di un dubbio. Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro, consiglieri regionali lombardi dei Verdi, sono tra gli scettici: «Il blocco alle auto è un’occasione di sensibilizzazione ma speriamo che lo stop in una giornata sola non diventi un rito annuale come le feste patronali, dietro al quale Formigoni e i governatori coinvolti possano nascondere i propri fallimenti».
Per i due consiglieri ambientalisti lombardi, le strade da percorrere sono ben altre: «Ci vogliono interventi decisivi e duraturi a sostegno delle ferrovie, del trasporto pubblico urbano e nelle aree metropolitane». Quelle «misure strutturali» che auspica pure il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: «Per questo i primi 70 milioni di euro che dalla Finanziaria andranno a regime, saranno finalizzati a cofinanziare le regioni per gli interventi strutturali dei piani di risanamento della qualità dell’aria».
Canton Ticino
E visto che lo smog non ha confini, anche il Canton Ticino si è sentito coinvolto nei programmi di limitazione dell’inquinamento atmosferico. «Il Sud del nostro Cantone subisce l’inquinamento del Nord Italia. Per questo chiedevamo un accordo», rivendica Marco Borradori, consigliere di Stato del Canton Ticino che ieri mattina al Pirellone ha firmato un accordo con il governatore della Lombardia.
Nell’accordo è stabilito che la Svizzera non parteciperà al blocco del 25 febbraio ma si impegna insieme alla Lombardia a fermare i veicoli più inquinanti entro il 2010, a obbligare i diesel ad adottare i filtri antiparticolato e a sviluppare bus e metropolitane ecologiche. Oltre al divieto dell’uso di olio combustibile per il riscaldamento e a incentivi per sostituire le vecchie caldaie.







