VENEZIA - Blocco padano, è caos. Regione sotto accusa
«Necessarie una delibera e maggiori risorse » . Conta: « Ci pensino Province e Comuni» - da il Corriere del Veneto del 07.02.2007
07 February, 2007
Blocco padano del traffico nel Veneto il 25 febbraio, ma tra le polemiche.
Rovente l'incontro di ieri in Regione tra l'assessore Giancarlo Conta e i referenti di Province e Comuni. Lo stop a livello regionale è stato deciso, il dibattito però è acceso: tanti gli assenti al tavolo del Comitato di indirizzo e sorveglianza ( Cis) e toni molto critici si sono levati soprattutto da Venezia, Padova, Treviso, Belluno. LE POLEMICHE — « La Regione ha fatto un pessimo lavoro — ha esordito Ezio Da Villa, assessore provinciale di Venezia — . Ci aspettavamo un atto dall'alto, una delibera regionale, invece niente. Un'occasione straordinaria come il blocco della circolazione nell'area della pianura padana sarà affidato alla buona volontà delle singole amministrazioni. E con risorse esigue, 20 mila euro a provincia » .
Sulla stessa linea Padova con l'assessore comunale Franceso Bicciato e quello provinciale Roberto Marcato. « Volevamo un ordinanza, la Regione doveva fare come la Lombardia con Formigoni, così è un occasione persa, siamo delusi » , sottolinea Bicciato. « Sono pessismista — aggiunge Marcato — credo che in assenza di una delibera regionale pochissimi Comuni aderiranno: servirebbero sia una montagna di soldi, sia la volontà politica e mancano l'uno e l'altro » . <b>IL « NO » DI TREVISO</b> — Dura, anche nei fatti, la posizione di Treviso, che non seguirà lo stop del 25 come capoluogo e concede una debole partecipazione formale come Provincia.
« E' una pagliacciata — dice Leonardo Muraro, presidente della Provincia — la stessa confusione è stata fatta dalla Regione con i bollini blu: o Conta fa un provvedimento in cui obbliga tutti i Comuni ad aderire, oppure non servirà a nulla.
E' da settimane che tento di fare comunicazione su questi temi, ma utilizzando i fondi della provincia perchè quelli regionali sono ridicoli » . Sulla mancata delibera regionale, il consigliere Ds Giovanni Gallo ha presentato un'interrogazione al consiglio regionale. « La giunta regionale non assume alcuna iniziativa vincolante, questo significherà una circolazione a macchia di leopardo — accusa Gallo — . Quando la giunta regionale si assumerà la responsabilità di tutelare realmente il diritto di respirare dei veneti? » L'assessore regionale Giancarlo Conta, si difende: « Non posso fare un decreto regionale di emergenza, questo non è un intervento straordinario — sostiene — . La Lombardia non ha delegato nulla a Comuni e Province, il Veneto sì, quindi spetta alle istituzioni locali imporre il blocco. Gli assessori dovrebbero invece sottolineare la valenza positiva di quest'inter- vento, che per la prima volta porta la pianura padana a un intervento concordato » . <b>FONDI DALLA REGIONE AI « VIRTUOSI »</b> — E Conta promette: « L'unica mia arma sono le risorse, perciò inserirò un parametro particolare al fondo di rotazione di 20 milioni di euro, per privilegiare nella distribuzione delle risorse quei Comuni virtuosi che hanno dimostrato buona volontà aderendo al blocco del 25 » .
Verona con l'assessore provinciale Luca Coletto ci tiene a precisare che la loro è « un'adesione di protesta contro il governo. Il blocco sarà marginale per ri durre lo smog, ma deve dare un segnale al governo Prodi, che pensa solo a riscuotere tasse e non si preoccupa di ambiente, salute e sanità pubblica » . Secondo Coletto, « non è un problema della Regione, qui si tratta di questione settentrionale, servono misure strutturali e il tavolo romano deve rendersi conto che è necessaria una seria riflessione sulla situazione dello smog nella pianura padana » . Incalza l'assessore Bicciato di Padova: « Da noi il problema è serio: ci sono 104 comuni della Provincia da gestire e con un invito delle istituzioni, ma senza una delibera regionale, diventa difficile fare rispettare il di vieto » . « Senza una norma regionale, tutto risulta facoltativo » , aggiunge Marcato. Giuseppe Pison, assessore provinciale di Belluno, sottolinea: « L'impegno delle Province nel sottoscrivere il blocco del 25 è stato unanime — dice — ma anche le polemiche: poco tempo e scarse risorse per organizzare la giornata, parecchi gli assenti al tavolo regionale del Cis » . Proprio Belluno, oltre che con il capoluogo, aderirà con 22 Comuni, tra cui Feltre.
« Dal feltrino a Ospitale di Cadore parteciperanno tutti » , garantisce l'assessore.
A Venezia, l'assessore Ezio Da Villa è convinto di coinvolgere 44 amministrazioni: « Con fido nella loro responsabilità e sensibilità » . A Padova sicuri del « sì » al blocco sono 14 Comuni della cintura urbana, compreso il capoluogo. Ottimismo dalla Provincia di Rovigo: « Prevedo una buona adesione — sostiene l'assessore Giancarlo Chinaglia — in un modo o nell'altro coinvolgerò 48 Comuni, più Adria e Rovigo. Certo se qualcuno rifiuta non ho nessun potere per imporlo » . Treviso dice « no » al blocco padano perchè ha già fissato una domenica ecologica in marzo, per quanto riguarda le amministrazioni della provincia non c'è certezza su chi fermerà la circolazione. A Verona su 98 comuni, si fermano i 14 che fanno parte del tavolo tecnico zonale, a Vicenza per ora è certa solo l'adesione del capoluogo. <b>LEGAMBIENTE</b> — Anche Legambiente interviene, sollecitando una delibera regionale.
« Chiediamo con forza — dice Lucio Passi — un'ordinanza di blocco totale. Solo così Conta e Galan potrebbero recuperare credibilità verso i cittadini: darebbero un segnale che chiarisce senza ambiguità che il problema è serio. Una domenica ecologica ad adesione volontaria sarebbe l'ennesimo bluff » .
L'assessore Conta ribadisce: « Noi come Regione non possiamo imporre nulla perchè abbiamo delegato queste competenze a Comuni e Province. Il valore dell'iniziativa è comunque sensibilizzare i cittadini sul problema ambientale del territorio padano, che tutti sappiamo non si risolve facendo i blocchi del traffico.
Si tratta di un primo passaggio che ci serve per portare avanti provvedimenti strutturali e poter attingere alle risorse dell'Unione Europea » . Francesca Visentin







