Via il blocco, resta lo smog
Da Il Meridiano.info del 03.04.2007
04 April, 2007
<b>Tino Redaelli</B>
Con l’inizio del mese di aprile giunge alla fine il blocco dei veicoli inquinanti voluto dalla Regione Lombardia, ma il livello delle polveri sottili (il cosiddetto Pm 10), soprattutto nel comune di Milano si impenna. Il piano di fermo parziale del traffico, scattato nel mese di novembre a livello regionale e lo scorso febbraio per quanto riguarda il capoluogo, prevedeva il fermo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00 dei camion, delle auto e delle motociclette euro 0 ed euro 1. Ma tanto la Regione, quanto Palazzo Marino hanno deciso di non prorogare ulteriormente questi blocco ai tempi salutato positivamente dalle diverse componenti politiche e osteggiato solo da alcune categorie commerciali.
«Negli ultimi 14 giorni è stato superato soltanto per due volte il limite di legge di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 al giorno – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, trasporti e ambiente del Comune Edoardo Croci – e sono quindi venute meno le ragioni di urgenza che avevano determinato l’introduzione dell’ordinanza. Questa misura ha dimostrato la sua efficacia, eliminando ogni giorno 500 chilogrammi di polveri sottili, con una riduzione delle concentrazioni di Pm10 sino al 20 per cento, un risultato significativo ottenuto fermando il 15 per cento dei veicoli che ogni giorno entrano e circolano in città e che da soli producono il 50 per cento delle emissioni inquinanti allo scarico».
L’assessore ha anche ricordato che i giorni complessivi di superamento del valori limite di 50 microgrammi per metrocubo, nei primi tre mesi del 2007, sono stati 54, contro 63 giornate registrate nel 2006.
Nei 42 giorni di efficacia del provvedimento la Polizia locale ha effettuato 41.854 controlli elevando 1707 contravvenzioni.
All’ottimismo dell’assessore Croci si contrappone però la preoccupazione di Legambiente Lombardia, i cui dati contrastano nettamente con quelli appena resi noti da Palazzo Marino. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, nonostante i blocchi di questo inverno la qualità dell'aria non è migliorata: dai rilevamenti effettuati da gennaio 2007 risulta che il livello di PM10 è ancora molto alto e le giornate di sforamento a Milano sono 56 e non 54. In Lombardia, sempre secondo Legambiente, peggio di Milano è la sola Mantova, che registra 61 giorni di superamento del limite, seguita da Pavia (52gg), Cremona (50gg), Brescia (48gg), Bergamo (47gg), Lodi(44gg) , Como(44) e Sondrio (44gg). Chiude Varese con 36 giorni.
Il limite posto dall'Unione Europea di trentacinque giorni all’anno per lo sforamento della quantità di polveri sottili nell’aria è stato quindi superato da tutti i capoluoghi lombardi. Per questo l’associazione ambientalista chiede a Regione Lombardia e Comune di Milano di cambiare i propri piani in materia di mobilità, concentrandosi sulla qualità dei trasporti pubblici, l'unica vera alternativa per migliorare la qualità dell’aria e mettere le briglie al sempre più massiccio livello del traffico.
«Nelle scelte di politica regionale occorre mutare le priorità - afferma Damiano Di Simine Presidente Legambiente Lombardia - anziché puntare sulla costruzione di 5 nuove autostrade le risorse pubbliche andrebbero concentrate sulla realizzazione di nuove metropolitane, sul potenziamento dei servizi ferroviari regionali, sul trasferimento su ferro del trasporto merci, che è il responsabile maggiore delle emissioni di polveri sottili».
Nella polemica si inserisce anche la Provincia di Milano, attraverso una dichiarazione dell’assessore alla Mobilità Paolo Matteucci, che ha dichiarato: «Condividiamo con Legambiente molte delle preoccupazioni espresse a proposito delle politiche contro l’inquinamento. Constatiamo con disappunto che dopo mesi di roboanti annunci tali politiche restano inesistenti: nonostante gli incontri interistituzionali con il Comune di Milano e la Regione Lombardia, durante i quali sono stati messi sul tavolo buona parte degli argomenti scottanti, nessuna azione concreta è stata realizzata, rimane solo la ventilata ipotesi di pollution charge».
Da parte della Provincia di Milano, insomma, c’è una fondamentale apertura alla discussione e al confronto, sia con Regione e Comune di Milano, sia soprattutto con tutti i Comuni dell’area metropolitana coinvolti dal problema del traffico e dell’inquinamento, ma anche la disponibilità ad investire importanti risorse per il servizio di trasporto pubblico, e a proporre nuove modalità di raccolta fondi ad esso dedicato, quale potrebbe essere il pedaggio autostradale proposto dal presidente Filippo Penati.
«Ma a tante discussioni e idee non c’è stato seguito reale - conclude Matteucci -, salvo la richiesta fondi al Governo nazionale, ma a livello locale ognuno ed insieme ci si assuma pienamente le proprie responsabilità». Tra le tante ipotesi sul tavolo, oltre alla cosiddetta pollution charge, ovvero il ticket d’ingresso a Milano per i veicoli inquinanti, una delle proposte più invitanti sembra la limitazione anche per i mezzi pesanti più inquinanti lungo tutta la rete autostradale lombarda e all’ingresso dei principali comuni, come già avviene sull’autostrada del Brennero.







