Italiani scettici sul ticket nei Centri storici
No al ticket d’ingresso nei Centri storici e nelle strade più affollate, sì allo sconto sugli abbonamenti nei mezzi pubblici e allo stop alla circolazione dei mezzi pesanti. Sono alcuni dei risultati del quarto rapporto Isfort-Asstra sulla mobilità urbana - da Il Denaro del 13.04.2007
13 April, 2007
di Giuseppe Carlomagno
Aumenta lo scetticismo, quando non la critica aperta nei confronti delle misure anti-inquinamento prese dalle amministrazioni locali. “Bollino blu”, limiti alla circolazione, giornata ecologiche, targhe alterne: tutto è visto come un inutile intralcio alla vita urbana e dai risultati modesti se non proprio irrilevanti per la qualità dell’aria. Decisamente più apprezzate misure come lo sconto sugli abbonamenti nei mezzi pubblici, lo stop alla circolazione dei mezzi pesanti ma non il ticket d’ingresso nei Centri storici e nelle strade più affollate. Sono alcune delle curiosità che emergono dal quarto rapporto Isfort-Asstra sulla mobilità urbana.
C’è un lato positivo, però, che rileva il rapporto: si torna a vedere con maggiore chiarezza una disposizione favorevole (se non proprio un gradimento) per politiche anche radicali di mobilità sostenibile. E non è un segnale da poco. Un primo aspetto rilevante riguarda l’opinione dei residenti nelle città di medie e grandi dimensioni verso una serie di misure di riduzione del traffico e contro l’inquinamento atmosferico.
Guardando ai punteggi medi assegnati a ciascuna misura, in scala da 1 a 10, piace ai cittadini il sostegno a una più estesa utilizzazione dei servizi pubblici di trasporto, attraverso sconti sugli abbonamenti, e l’aumento di corsie e corridoi preferenziali per il Tpl (da 7,42 a 7,77). Allo stesso modo, i cittadini apprezzano il divieto di circolazione dei mezzi privati in città, in particolare impedendo il passaggio dei veicoli pesanti dentro l’abitato urbano (da 7,86 a 8,11) e vietando l’accesso alle automobili nel centro storico e in altre zone affollate (da 7,30 a 7,67).
Mezzi privati
Nei Comuni sotto i 100 mila abitanti il rapporto Isfort registra un vero crollo sull’uso del mezzo pubblico. Si passa dal 5,4 per cento del 2005 al 3,4 per cento del 2006, mentre si impenna l’uso del mezzo privato che sale dall’88 al 90,8 per cento delle quote di spostamenti. Smog, code, inquinamento dell’aria e acustico sono ormai patologie che aggrediscono comuni di 20-30 mila abitanti, soprattutto se a ridosso dei grandi centri urbani (si pensa all’hinterland di metropoli come Roma, Milano, Torino, Napoli).
Bus e metro ok
Gli utenti del mezzo pubblico sono soddisfatti di bus e metro, ma terrorizzati dal treno locale (crolla dal 6,82 del 2004 al 5,94 del 2006). Per il bus il valore rimane invariato (5,93 nel 2004, 5,91 nel 2006) mentre è un successo per la metropolitana (da 6,49 a 7,15). Secondo lo studio Isfort, rimangono alcuni fattori di criticità. Ad esempio la velocità commerciale del mezzo pubblico, seppur di poco, continua a diminuire (da 15,8 km/h nel 2005 a 15,3 km/h nel 2006) mentre cresce lievemente la velocità del mezzo privato (da 24,2 a 24,5 km/h).
Costi
Il bus che si vede circolare sulle strade di una qualunque grande città italiana ha un costo operativo, per ogni chilometro percorso, di 4,05 euro. Significa che una corsa di medio raggio (fra 5 e 6 chilometri) costa all’azienda fra fra i 20 e i 25 euro. Gli stessi costi, riferiti ai passeggeri trasportati, hanno registrato un incremento del 9,3 per cento (erano 0,96 euro al chilometro nel 2002, sono diventati 1,05 euro nel 2005).
Bicicletta
Fra le altre qualità attribuite agli italiani, se ne aggiunge una nuova: sono maratoneti. Infatti sono il 33,9 per cento gli italiani che nel 2006 hanno scelto di muoversi a piedi o in bicicletta, il valore più alto in assoluto rispetto dal 2000. I pedoni sono stati nel 2066 il 28,1 per cento contro il 26,3 del 2005. I ciclisti hanno rappresentato il 5,8 per cento contro il 4,8 per cento.
La ricetta
Infrastrutture dedicate, servizi, rinnovo del materiale rotabile: è attorno a questi punti, suggerisce il rapporto Isfort, che può utilmente svilupparsi una politica per ampliare e qualificare l’offerta di mobilità collettiva.
Agli italiani è possibile trasmettere subito un segnale positivo agli italiani, se ognuno degli attori saprà assolvere alla propria parte: le amministrazioni locali programmando meglio gli interventi sul trasporto urbano, e applicando con più determinazione le misure strutturali per la mobilità sostenibile; il sistema delle aziende accelerando i processi di razionalizzazione e di accresciuta efficienza.







